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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 0:31 - Utenti collegati 518
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I VANGELI - Un manuale d’istruzione per orientare la vita dell’uomo
 
 
È singolare che l’etica sviluppata da Gesù non sia rivolta solo a un gruppo di seguaci e di credenti, né necessariamente all’uomo religioso. Gesù lancia il suo messaggio soprattutto ai non credenti e ai pagani, vale a dire, come lui stesso afferma, “alle persone che hanno bisogno del medico per essere curate” (ovviamente Gesù allude alle “cure spirituali”).
Attraverso i Vangeli Gesù c’invia un vero e proprio “manuale d’istruzione”, contenente principi morali di carattere universale e norme di condotta in grado di indicare all’uomo il cammino da percorrere per realizzare pienamente le proprie esigenze vitali, di fronte all’enigma dell’esistenza e ai problemi legati alla fragilità della natura umana.
Per l’epoca in cui visse, la dottrina proclamata da Gesù rappresenta una morale che stava agli antipodi delle altre etiche religiose dominanti, primo fra tutte il giudaismo, ricco di prescrizioni igieniche, di minuzie legalistiche e di incomprensibili divieti. Gesù getta luce sul mistero di Dio e nello stesso tempo fornisce gli strumenti per interpretare il mistero dell’uomo e assumerne la sua difesa.
Schematicamente, nelle sue linee essenziali, sul piano etico-morale e dei comportamenti sociali, la dottrina promossa da Gesù:
a)    Propone la via dell’amore e del perdono come prassi per realizzare la propria umanità. Gesù attribuisce a questi valori il potere di proteggere la mente scossa da un turbamento irrisolvibile sul piano razionale, e con il fine di ristabilire un equilibrio psichico perduto. Questo principio raggiunge il suo culmine quando Gesù afferma di amare i propri nemici. Concetti inauditi e incomprensibili nell’ambiente giudaico: nel manuale di giustizia degli Esseni si leggeva ‘I fratelli amino tutti i figli della luce, odino tutti i figli delle tenebre’.
b)   Predica che il bene fatto al nemico deve scaturire dal proprio intimo, dal cuore della persona; se è frutto di un calcolo razionale o nasce dal moralismo potrebbe indurre all´ipocrisia o alla stupida esaltazione di se stessi
c)    Afferma che la condizione della salvezza non è l’ideologia, ma la prassi, cioè il comportamento. Non è l’adesione ad un credo o ad un qualsiasi movimento che dà diritto ad entrare nel Regno di Dio. Vi entrerà chiunque avrà vinto l’egoismo e avrà mostrato solidarietà concreta per gli altri.
d)   Predica l’umiltà, un valore morale sconosciuto alla cultura ebraica, addirittura di significato dispregiativo, che portava a considerare la persona umile ignobile e di basso valore sociale. Gesù ribalta questa concezione attribuendo all’umiltà una qualità di vita cristiana e un valore morale altamente positivo: l’umiltà non è la via della rinuncia, non è l’esito di una sconfitta, ma il risultato di una vittoria dell’amore sull’egoismo.
e)    Considera la povertà un bene. Per il giudaismo la condizione del povero era da considerare come il segno di una scarsa benevolenza divina. Per Gesù, invece, la povertà è esaltata come un bene (i poveri sono detti “beati”), perché ne riconosce il legame con uno tra i valori che danno la salvezza all’uomo: la libertà e il distacco dai beni materiali.
f)     Si pone contro qualsiasi forma di schiavitù. Difende l’assoluta eguaglianza degli uomini, l’emancipazione della donna e il rispetto dell’uomo sulla base del principio che tutti gli uomini sono assolutamente eguali fra loro, per dignità, per diritti e anche per sesso. Gesù, infatti, afferma che anche la differenza di sesso è accidentale e transitoria, solamente legata alla vita terrena dell’uomo. Nella risurrezione tutti diventeranno “angeli” di Dio.
 
Ad una difesa così radicale dell’uomo non era giunta mai nessuna religione o filosofia prima della venuta di Cristo. Con la venuta di Cristo per la prima volta nella storia sono state rilevate apertamente tante situazioni ingiuste e violente dalla faccia della terra, come la schiavitù, l’asservimento della donna, l’emarginazione sociale, la discriminazione razziale. A questi principi etico-morali dettati dalla dottrina proclamata da Gesù attinsero successivamente, e fecero propri, i grandi movimenti laici di emancipazione sociale, quali la rivoluzione francese, il socialismo e il marxismo-leninismo. Dopo oltre duemila anni di storia, questi principi morali rimangono non intaccati ed incredibilmente attuali; ancora oggi, sicuramente, possono costituire un orientamento e validi punti di riferimento per l’uomo del III° millennio.  



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