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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Utenti collegati 442
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IL PECCATO, LA LEGGE, LA FEDE

 

 

CONCLUSIONE

 

Il concetto di fede nel corso delle varie tappe della Storia della Salvezza ha subito una radicale evoluzione: da una fede astratta (la fede di Adamo, di Abramo, di Giacobbe) si arriva a Mosè, con il quale, al contrario, la fede acquista un carattere pratico e pragmatico, legato alla rigida osservanza di precetti. Con la venuta di Gesù Cristo il concetto di fede subisce un’ulteriore evoluzione. Gesù afferma che la fede acquista compimento nella legge, e va vissuta nell’amore di Dio e del prossimo.
La legge senza la fede, da sola, non è in grado di salvarci dal peccato. La fede senza la legge è debole, priva di fondamenta; per il credente significherebbe vivere e praticare una “fede astratta e dogmatica”, slegata dal contesto di vita reale.
La fede senza le opere è vana.
Fede e legge, fede e opere, quindi, sono intimamente legate in un regime di stretta ‘complementarietà’, unite e congiunte in una sorta di reciproca dipendenza, perchè l’una dipende dall’altra e l’una si completa reciprocamente nell’altra.

La “Salvezza” si acquisisce con la fede in Gesù Cristo.
La “Fede” per essere autentica va concretizzata nelle opere buone affinché possa raggiungere la pienezza.



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