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Sabato 25 Novembre 2017 - Aggiornato alle 23:34 - Utenti collegati 527
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FEDE E OPERE

 

C’è comunque da considerare e da capire meglio il peso e il ruolo effettivo svolto dalla fede nel raggiungimento della salvezza.
Fermo restando che la salvezza non si può ottenere solo tramite le opere della legge, spesso ci poniamo queste domande: “La salvezza è raggiunta mediante la sola fede in Gesù Cristo?” “Siamo salvati credendo semplicemente in Gesù Cristo o è necessario anche produrre opere buone?” “Se una persona afferma di essere credente, ma non agisce di conseguenza, perché non annovera nella sua vita opere buone, quale valore ha la sua fede?”


Secondo Paolo: “l’uomo non è salvato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo” (Gal 2,16; Rom 3,28).
Nella lettera di Giacomo leggiamo anche: “l’uomo viene giustificato non soltanto in base alla sua fede ma anche in base alle opere, la fede senza le opere è morta” (Gia 2,24-26).
A prima vista sembrerebbero due affermazioni in disaccordo, due tesi in aperta contraddizione, come se Giacomo prendesse posizione contro il principio enunciato da Paolo della giustificazione mediante la sola fede.
In realtà Paolo e Giacomo affrontano lo stesso argomento da prospettive diverse. Paolo, parlando contro il Giudaismo che ai suoi tempi tendeva a svalutare la fede rispetto alle opere, ha messo in rilievo il primato della fede.
Giacomo ha sottolineato che la fede in Cristo deve necessariamente portare a produrre opere buone.
Sembra comunque evidente che Giacomo intenda correggere una interpretazione troppo rigida di Paolo, cercando di chiarire il concetto che la fede, per essere autentica, deve necessariamente portare i frutti, cioè deve sfociare nelle opere buone. Giacomo insiste su una fede che si attua nelle opere, soprattutto nell’amore del prossimo, al di fuori quindi di condizionamenti fondati su paure, costrizioni o punizioni. Giacomo afferma che se uno dice di avere fede in Gesù Cristo ma poi non compie le opere buone, la sua fede non porta frutti e quindi non ha valore. Se Paolo da una parte afferma che la Fede è l’opera di Dio necessaria e indispensabile a indurre nell’uomo una vita nuova, Giacomo da un’altra angolatura spiega che le opere devono necessariamente provare l’esistenza di questa nuova vita.
In definitiva, il messaggio che entrambi ci inviano è questo: si può abusare tanto della fede quanto delle opere, facendo della fede uno “schermo di sicurezza” e delle opere meritevoli un “falso appoggio”. Giacomo combatte la prima di queste tendenze, Paolo la seconda. Entrambi gli insegnamenti sono quindi necessari per controllare e orientare la nostra vita cristiana verso la salvezza e, lungi dal contraddirsi, le due norme si integrano perfettamente l’una nell’altra.



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