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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:33 - Utenti collegati 680
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LA LEGGE DI MOSE’

 

La “Legge”, trasmessa da Dio tramite Mosè, ha consentito all’umanità peccatrice, macchiata alle origini dal peccato originale, di prendere coscienza e conoscenza della vera natura del peccato di disubbidienza a Dio. Paolo afferma: “Tutti gli uomini, credenti e non credenti, sono permanentemente sotto il dominio del peccato del male. Nell’indole dell’uomo non abita il bene, ci può essere il desiderio del bene, ma senza la Legge di Dio l’uomo, da solo, non è capace di attuare il bene”.
La Legge costituisce una norma esteriore di condotta che sul piano divino svolge il ruolo primario di ‘rivelare il peccato alla coscienza dell’uomo’. Pertanto va considerata come una “legge morale” data da Dio per indicare all’uomo la via da seguire. La Legge in sé è buona e santa, in quanto esprime la volontà di Dio, e i suoi effetti sono l’espressione precisa del disegno di Dio ma, poiché fu interpretata dagli uomini del tempo in senso legalistico e punitivo, è incapace di conferire pienamente la salvezza; rappresenta “solo” una guida di natura prettamente etica aperta al dono della vita. Nelle intenzioni divine la Legge svolge la funzione primaria di smascherare il peccato ma, indirettamente, potrebbe anche favorire il peccato, perché è in grado di indurre alla trasgressione e di scatenare ogni sorta di desideri e di passioni peccaminosi. Dio vuole liberare e unire tutti gli uomini per mezzo della fede, ma gli effetti prodotti dalla osservanza della legge di Mosè potrebbero produrre l’assoggettamento del popolo di Dio ai condizionamenti umani, contrapponendo i Giudei (cioè i credenti) ai pagani (i non credenti). Paradossalmente la Legge potrebbe diventare motivo per l’espansione del peccato! Per essere salvati quindi non basta solo conoscere la legge e metterla in pratica, è necessaria anche la ‘luce della fede’, in grado di rivelare il senso della vita dell’uomo schiavo del peccato.
Dice Paolo testualmente nella lettera ai Galati: “Nessun uomo può essere giustificato attraverso la pratica delle opere della legge che assoggetta e divide, ma è salvato per mezzo della fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio”.
In conclusione possiamo affermare che la legge di Mosè si può considerare come una “tappa provvisoria” della storia della salvezza, ma la sua funzione non è stata direttamente liberatrice. La legge che Dio ha consegnato a Mosè è servita primariamente a rendere il peccatore più responsabile e più cosciente di fronte al male, con l’intento di “custodire” gli uomini in attesa della venuta di Gesù Cristo, l’unico che può rendere libero l’uomo definitivamente dal peccato.



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