Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 13:02 - Utenti collegati 1001
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > PECCATO LEGGE FEDE IN GESU




 

 

IL PECCATO, LA LEGGE, LA FEDE

 

L’ORIGINE DEL PECCATO

Il peccato di cui si macchiarono Adamo ed Eva, quali antenati e rappresentanti ideali dell’umanità, trae origine dalla mancanza di fede in Dio, il loro Creatore.
A causa della primordiale disubbidienza a Dio, l’umanità, fin dall’inizio della sua storia, si è posta sotto il domino del peccato (il cosiddetto ‘peccato originale’) che si trasmetterà alle generazioni future.
Però è da considerare che Adamo ed Eva, poiché non conoscevano la Legge di Dio, che fu data in tempi successivi tramite Mosè, non avevano la conoscenza del peccato, né potevano rendersi conto della vera natura del male e delle tragiche conseguenze derivanti dalla disubbidienza a Dio. Possiamo affermare che Adamo ed Eva commisero solo un peccato di “mancanza di fede” nel loro Creatore. Gli uomini vissuti dopo Adamo fino a Mosè, quindi, non potevano essere puniti in forza di una legge che non conoscevano, ma per lo stesso tipo di peccato commesso da Adamo, il capostipite dell’umanità. Per questo motivo Adamo rappresenta nella Bibbia la figura emblematica che etichetta l’umanità “potenzialmente peccatrice” sottomessa alla potenza del peccato per aver mancato nella fede in Dio.
E se Adamo disattese la fede nel suo Creatore, ribellandosi nel riconoscere l’universale signoria di Dio sul creato, al contrario la Bibbia riporta altri personaggi carismatici, vissuti prima di Mosè, che invece hanno creduto per fede: “Abele offrì un sacrificio migliore di quello di Caino; Noè costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia; Abramo messo alla prova offrì il figlio unigenito Isacco in sacrificio a Dio. Talmente grande poi fu la fede di Abramo in Dio, che il suo ruolo nella storia della salvezza viene riportato come il “rappresentante esemplare” di colui che, al contrario di Adamo, ha creduto nella promessa e ottenne la giustificazione mediante la fede in Dio.
Quattrocento anni dopo la promessa fatta ad Adamo, Dio consegnò a Mosè la “Legge”, la quale non sostituisce né annulla la promessa precedente fatta da Dio ad Abramo. Nelle intenzioni divine le rispettive funzioni della “promessa della fede” e della “consegna della legge” rimangono comunque e sempre ben distinte.



Notizia letta: 1288 volte
 
Commenta la notizia
 
 0 commenti