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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Utenti collegati 472
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Il concilio Vaticano II nella “Gaudium et Spes” (Dicembre 1965), al paragrafo n°22, afferma: “Il cristiano certamente è assillato dalla necessità e dal dovere di combattere contro il male attraverso molte tribolazioni, e di subire la morte. E ciò vale non solamente per i cristiani, ma dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti gli uomini di buona volontà la possibilità di venire associati al mistero pasquale, nel modo che Dio conosce”. Dietro queste affermazioni la teologia cristiana, ponendosi sotto la “riserva” del mistero stesso di Dio, sembra portata a rinunciare a qualsiasi pretesa legata al principio di esclusivismo della salvezza. La Chiesa Cattolica con la “Gaudium et Spes” certamente intende dare un chiaro segnale di apertura alle altre fedi religiose, dichiarando la possibilità di salvezza per tutti, anche se nel modo che solo Dio conosce. Di altro tono è invece la dichiarazione della congregazione per la dottrina della Chiesa, dal titolo “Dominus Jesus” (Settembre 2000), ad opera dell’allora cardinale Ratzinger, ratificata e pienamente avallata da papa Giovanni Paolo II. Con fermezza si ribadisce l’unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo, unica fonte di ogni salvezza. Il documento, nel sottolineare l’infondatezza di una teologia pluralistica delle religioni, respinge le posizioni relativistiche di chi afferma che tutte le religioni siano vie ugualmente valide di salvezza, secondo cui i credenti troverebbero la salvezza nelle rispettive religioni. Dominus Jesus, nel fare riferimento a documenti conciliari e post-conciliari, invita i fedeli a professare la continuità storica tra la Chiesa fondata da Cristo e la Chiesa Cattolica. Le Chiese che non accettano la dottrina cattolica del primato del Vescovo di Roma, restano in comunione con la Chiesa Cattolica in maniera imperfetta (Unitatis Reintegratio, paragrafo 3). Dio, con la venuta di Gesù Cristo - il Salvatore -, ha voluto che la Chiesa da Lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l’umanità. Questa verità di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto. Il documento Dominus Jesus conclude: I padri del Concilio Vaticano II, trattando il tema della vera religione, affermarono “Noi crediamo che questa unica vera religione sussiste nella Chiesa Cattolica e Apostolica, alla quale il Signore Gesù ha affidato il compito di diffonderla a tutti gli uomini” (Dignitatis humanae, paragrafo 1). La dichiarazione della congregazione per la dottrina della Fede “Dominus Jesus”, con tono assertivo, orientato unilateralmente in senso “cristocentrico”, ribadisce che la fede cattolica si basa sulla piena e completa rivelazione in Gesù Cristo del mistero salvifico di Dio. Di conseguenza deve essere fermamente creduta come verità di fede cattolica l’unicità della Chiesa da lui fondata, perché Dio così l’ha voluta come strumento di salvezza per tutta l’umanità. Il documento “Dominus Iesus”, nel fare riferimento alla Lumen Gentium (paragrafo 8), conferma che “l’unica Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa Cattolica, governata dal successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui”. Il testo chiaramente associa l’identità tra la Chiesa fondata da Cristo e Chiesa cattolica. Al di fuori della Chiesa di Cristo non può esserci salvezza, perché in Lui la Storia della Salvezza ha la sua pienezza, il suo centro e la sua fonte. Proposte di un agire salvifico di Dio al di fuori dell’unica mediazione di Cristo, accanto a vie di salvezze alternative costituite da altre religioni, sarebbero contrarie alla fede cattolica. Anche Giovanni Paolo II sosteneva che la strada della salvezza passa sempre per Cristo e chi “lo ignora, pur senza sua colpa, viene a trovarsi in una condizione di oscurità spirituale con riflessi negativi spesso anche sul piano culturale e morale…. Se l’azione decisiva per la salvezza è opera dello Spirito Santo dobbiamo tenere presente che riceve soltanto da Cristo la sua salvezza”.
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica apprendiamo: “La Chiesa di Cristo è Una, Santa, Cattolica e Apostolica” (paragrafo 3, 811-865).
La Chiesa è UNA per il suo fondatore Gesù Cristo, il Figlio incarnato di Dio. Essa è governata dal successore di Pietro, il Papa, e dai Vescovi in comunione con Lui. Fin dal principio, questa Chiesa , si presenta con una ‘molteplice diversità’ che le conferiscono una ‘grande ricchezza’. Coloro che, se pur istruiti nella fede di Cristo, nascono in comunità che nel passato si sono staccate dalla piena comunione con la Chiesa Cattolica, sono riconosciuti da questa come fratelli nel Signore. Lo Spirito di Cristo si serve di queste chiese e comunità ecclesiali come strumenti di salvezza.
La Chiesa è SANTA perché unita a Cristo e per mezzo di lui e in lui è santificata. La Chiesa è il popolo santo di Dio e i suoi membri sono chiamati , sebbene la santità deve essere pienamente raggiunta perché nel suo seno annovera uomini peccatori.
La Chiesa è CATTOLICA, cioè UNIVERSALE, nel senso di SECONDO LA TOTALITA’. Si legge nel testo “Là dove è Cristo Gesù, ivi è la Chiesa Cattolica” che riceve da Lui in forma piena e totale i mezzi di salvezza. Essa è cattolica perché è inviata in missione da Cristo alla totalità del genere umano. “Tutti gli uomini sono chiamati a questa cattolica unità del popolo di Dio, alla quale in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia, infine, tutti gli uomini, che dalla grazia di Dio sono chiamati alla salvezza (836). “Ma dobbiamo ben guardarci dal concepire la Chiesa Universale come la somma, o la federazione di chiese particolari…”(835). “Coloro che, battezzati, pur essendo insigniti del nome cristiano, ma non professano la fede integrale o non conservano l’unità della comunione sotto il successore di Pietro, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa Cattolica (833)
La Chiesa è APOSTOLICA perché è fondata sugli Apostoli, testimoni, scelti e mandati in missione da Cristo stesso. Rimane in comunione di fede e di vita con la sua origine attraverso i successori di San Pietro e degli Apostoli, il Papa e il collegio dei Vescovi che “per divina istituzione sono succeduti al posto degli Apostoli, quali pastori della Chiesa: chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e colui che Cristo ha mandato” (862).

                                               «Fuori dalla Chiesa non c’è salvezza?»

A questa affermazione, formulata agli inizi del Cristianesimo dai Padri della Chiesa, il Catechismo della Chiesa Cattolica risponde:
a) non potrebbero salvarsi quegli uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa Cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare. (846)
b) coloro che, senza loro colpa, ignorano Cristo e la Chiesa, tuttavia cercano sinceramente Dio e si sforzano con le opere di compiere la volontà di Dio, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna, attraverso vie a Lui note. (847)



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