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Sabato 25 Novembre 2017 - Aggiornato alle 23:34 - Utenti collegati 535
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > La Bibbia rivelazione divina




 
 
  
 
Un evento dinamico iniziato con una lunga preparazione nel Vecchio Testamento, concluso da Cristo e con Cristo, in continua evoluzione fino ai nostri giorni
 
La “dottrina cristiana” afferma che Gesù Cristo è il compimento della divina Rivelazione e, in quanto tale, rappresenta la conclusione di un “Piano Divino” iniziato con una lunga preparazione che ha coinvolto il popolo d’Israele durante il periodo dell’Antico Testamento. Cristo è la fine del discorso di Dio, perché dopo di Lui e al di sopra di Lui non vi è più nulla da dire; la storia successiva a Cristo (cioè la nostra storia) non può superare quanto è avvenuto in Cristo. Questo però non significa che la Rivelazione è chiusa. Dio, ancora oggi, continua a parlare all’uomo ponendosi in un dialogo incessante con le sue creature. La rivelazione divina, anche se compiuta, continua perché ancora non è stata completamente esplicitata. Toccherà alla “fede cristiana” coglierne tutta la portata nel corso dei secoli, ed interpretarla autenticamente per la vita dei cristiani sotto l’aiuto e la guida dello Spirito Santo. Soprattutto sarà compito della Chiesa Cattolica di “inculturare” la Parola universale di Dio a contatto delle esigenze socio-culturali di ogni epoca storica, per orientarla alla ricerca del senso spirituale più profondo che scaturisce dalla interezza del testo biblico. Il nostro tempo sarà il tempo della crescita per una più piena comprensione del progetto di Dio; sarà anche il tempo in cui la storia della rivelazione divina, evolvendo nel suo cammino attraverso la cultura dei popoli, procederà verso un futuro che ancora non ci è concesso conoscere,
ma certi e confortati dal nuovo progetto di vita per l’uomo che Gesù ha codificato nei Vangeli. Un progetto universale orientato nella direzione del rispetto incondizionato dei “valori della vita” e del raggiungimento della “vera pace”, quella pace autentica di cui parla la Bibbia che sarà realizzata pienamente soltanto quando l’uomo considererà il suo simile come persona a cui voler bene, e non come persona su cui prevalere. Ma è con grande preoccupazione, e con non poca trepidazione, che ci interroghiamo se la storia religiosa dell’uomo del terzo millennio stia veramente procedendo in questa direzione. In una società moderna caratterizzata da una cultura in prevalenza ‘laicistica’, che attraverso il dubbio e l’indifferenza dei valori della vita alimenta subdolamente l’espulsione di Dio dalle coscienze dell’uomo, occorre salvaguardare con fermezza la centralità e la dignità della persona umana.
I processi di secolarizzazione e di globalizzazione in atto hanno causato nel nostro tempo una caduta verticale non solo dei valori cristiani ma anche del senso religioso della vita. Ciò deve indurre la Chiesa Cattolica ad una profonda riflessione. C’è bisogno sicuramente di più chiarezza e di maggior coraggio nel professare l’appartenenza alle proprie radici, proclamando l’identità di essere cristiani di fronte alle tentazioni subdole promosse dalla politica o di fronte alle insidie tese da un laicismo pseudo-religioso che si è radicalizzato nella cultura del nostro tempo.
Nel difficile momento storico che stiamo attraversando, caratterizzato da forti mutamenti socio-culturali-politici e religiosi, è urgente ripensare coraggiosamente anche a nuovi modelli informativi e a più adeguati metodi formativi, in grado di ‘attualizzare’ concretamente il progetto religioso giudeo-cristiano, con l’obiettivo di “interessare i giovani e la gente” al messaggio evangelico di Cristo. Consapevoli che ormai abbiamo voltato le spalle ai tempi della cristianità in cui tutto si dava per scontato o che tutto era accolto per tradizione, oggi dobbiamo fare i conti con le esigenze imposte dalla nuova società e bisogna accettare le sfide poste dalla cultura contemporanea.



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