Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 13:02 - Utenti collegati 952
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > Nuove realtà




La crisi dei valori religiosi
Nuove realtà

 

Queste «nuove realtà», rese ulteriormente inquietanti dal ritmo di vita frenetico che non sempre concede pause di riflessione, hanno ingenerato confusione, difficoltà e smarrimento. Hanno indotto nell’uomo moderno una mentalità indifferente e arrogante che, in una prospettiva di interesse e di potere, è asservita ai fini egoistici e al tornaconto personale dell’uomo; hanno provocato la convinzione che ciascuno può contare sul proprio senso di autosufficienza, rendendo inutile qualsiasi ipotesi di Dio. Viviamo oggi, infatti, in un mondo pervaso da un generale decadimento del senso morale e da un diffuso oscurantismo di valori spirituali.

? diventato difficile anche parlare di ciò che è bene e di ciò che è male senza inciampare in forti incomprensioni, con il rischio di affidare le proprie scelte di vita alle emozioni e ai miti occulti che serpeggiano nella nostra società su diversi temi morali. Ci troviamo di fronte a un vuoto esistenziale senza precedenti nella storia della società moderna. Se la cultura dei popoli del passato era impregnata di grande religiosità, perché credeva in Qualcuno o in Qualcosa di superiore, oggi il processo di «secolarizzazione», presupponendo un’autonomia delle realtà del mondo, spinge l’uomo delle società occidentali industrializzate a perdere il contatto con il «divino» e a rigettare la sfera del «sacro».

Si è offuscata l’intelligenza dei fini per cui vivere, riducendoli generalmente alla cura di se stessi, alla soddisfazione di bisogni apparenti, all’inseguimento del benessere consumistico e della ricchezza materiale. Si è portati a ritenere che la vita appartenga esclusivamente all’uomo e che il suo valore non dipende da Dio, ma dalle condizioni di benessere che egli riesce a creare e a conquistare con le proprie forze.

Si è tranciato qualsiasi riferimento a un «principio trascendente», necessario per creare un ponte di mediazione tra scienza e religione, indispensabile per definire limiti e confini tra tecnologia ed etica. Si è perduto nella nostra cultura l’orizzonte escatologico che la storia dell’umanità abbia una direzione, cioè l’idea della speranza che la vita abbia un fine e che questa vita terrena possa non essere la sola vita. In altre parole, si è perduta la visione sacrale del mondo!



Notizia letta: 1900 volte
 
Commenta la notizia
 
 0 commenti