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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Utenti collegati 696
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > La Bibbia trasmette valori universali




 

 


 
La Bibbia costituisce una grossa eredità spirituale che ha esercitato un influsso incalcolabile sulla mentalità, sulla cultura e sull’arte di ogni tempo. Da secoli ha prodotto una serie incalcolabile di testimonianze attestanti che milioni di persone in tutto il mondo vi attingono come ragione e regola di vita. La “Bibbia” è uno dei più grandi capolavori di saggezza religiosa dell’umanità; rappresenta il documento sacro che veicola la rivelazione scritta, che è principio e norma di vita, inviata da Dio all’umanità intera. La “Bibbia” è Parola di Dio, trascende le culture nelle quali è stata espressa e ha la capacità di raggiungere tutte le persone nel contesto culturale in cui vivono.
La Bibbia è portatrice di un messaggio universale che trascende le culture nelle quali è stato espresso e che oltrepassa concezioni scientifiche e modelli culturali veicolati dalla storia antica. Il suo significato può essere percepito solo dopo aver individuato il filo conduttore spirituale, religioso e teologico che lega in maniera stupefacente la prima e l’ultima pagina della narrazione biblica.
Le pagine della Bibbia parlano agli uomini di tutti i tempi, col presupposto di trasmettere un messaggiovolto a dare un indirizzo religioso al senso della vita dell’umanità e ad orientare i sistemi di valori di ogni generazione. Dio per parlare all’umanità ha sfruttato tutte le possibilità del linguaggio umano. La Bibbia, infatti, non si presenta come una rivelazione diretta di Dio avulsa dal tempo e dallo spazio, bensì come l’attestazione scritta di una serie d’interventi attraverso i quali Dio si rivela nella storia umana.

Un corretto approccio metodologico presuppone che non si può né si deve recepire acriticamente la visione storico-culturale della Bibbia rimanendo ancorati alle mentalità del passato, impedendone la percezione della sua portata universale. Bisogna essere consapevoli che attraverso la Bibbia Dio si è rivelato nella storia,sottoponendo la sua ‘Parola’ ai condizionamenti delle culture dei tempi. Diversamente da molte dottrine di altre religioni, il messaggio biblico è solidamente radicato nella storia. Ne consegue che gli scritti biblici non possono essere compresi correttamente senza un esame del loro condizionamento storico.Questo implica che non basta andare alla ricerca del senso originario di ciò che l’autore biblico in quel preciso momento poté e volle esprimere, ma bisogna sforzarsi di superare la distanza tra il tempo degli autori e dei primi destinatari dei testi biblici, per intravedervi i punti di riferimento con l’attuale periodo storico, preoccupandosi di capire che la realtà di cui parla la Bibbia è rivolta anche all’uomo del nostro tempo. Per questo è necessario attualizzare la Bibbia, applicando il messaggio di Dio nel presente e traducendolo in un linguaggio adatto all’epoca attuale. In altre parole, bisogna impegnarsi nello sforzo di “inculturare” il messaggio biblico nelle circostanze di vita del nostro tempo, nella convinzione di fede che la “Parola di Dio” assume un carattere e un orientamento universale.

 

 
Il racconto biblico sul piano socio-culturale trasmette valori etici e principi morali che, nonostante erano rivolti ad uomini di più di 2000 anni fa, sono in grado di rappresentare indirizzo universale e norme esistenziali non superate, ancora oggi valide e attuali. Grazie all’attualizzazione, infatti, la Bibbia mette in evidenza molti problemi della nostra epoca, come l’attenzione ai poveri, la condizione della donna, i diritti della persona, la protezione della vita umana e la tutela dell’ambiente naturale, l’aspirazione alla pace universale. 
Ai principi universali proclamati dalla Bibbia attinsero in seguito, facendoli propri, i grandi movimenti storici d’emancipazione sociale, quali la rivoluzione francese, simboleggiata dai motti di “libertà, eguaglianza e fraternità” e perfino il socialismo e marxismo, che però riducevano il senso religioso dei valori sanciti dalla Bibbia ad una lotta di classe popolare. Appare evidente che questi movimenti di emancipazione post-cristiani nel rielaborare il messaggio originario, in effetti, hanno “laicizzato” l’insegnamento religioso fondato sulle radici religiose giudaico-cristiane. Questa interpretazione, in ogni caso, avvalora ed esalta il senso di universalità dei valori trasmessi dalla Bibbia.
L’uomo del terzo millennio deve sentirsi interpellato dagli uomini del primo millennio che, nel testimoniare la loro fede, gli parlano attraverso le pagine della Bibbia, invitandolo a ripensare i luoghi comuni della sua cultura, per provocarlo alla riflessione e all’adesione ad un nuovo modello di vita. L’uomo contemporaneo, quindi, deve mirare a percepire i valori universali trasmessi dalla Bibbia per rapportarli al proprio vivere quotidiano, e a considerarli come fonte di stimolo per la crescita dei valori spirituali, morali e religiosi della sua esistenza.



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