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Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 10:36 - Utenti collegati 688
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > La chiave di lettura della Bibbia




 

Il termine ‘Bibbia’ deriva dal greco. Originariamente significa ‘libri’. Nel Medio Evo fu dato l’appellativo di “biblia-bibliorum”, cioè il libro dei libri, il libro per eccellenza. La Bibbia è considerata uno dei più grandi capolavori di saggezza religiosa dell’umanità che custodisce inesplorabili profondità di disegno e architettura di valori spirituali. E’ il libro più tradotto e più diffuso nel mondo che ha segnato la storia dell’umanità, la cultura universale, l’arte e la legislazione di molti popoli.

Un filo conduttore costante che attraversa tutta la narrazione biblica è rappresentato dall’annunzio-certezza di una nuova era, senza più violenze e ingiustizie, in cui il male sarà vinto definitivamente con l’ingresso di Dio nella storia dell’uomo. Un’idea originale, rivoluzionaria nello stesso tempo, che si svilupperà gradualmente nel corso del racconto biblico, evidenziando l’evolversi della coscienza dell’uomo verso il bene, man mano che egli è raggiunto dall’insegnamento di Dio. Le pagine della Bibbia parlano alle persone di tutti i tempi e di tutte le culture che si succedono nella storia, con il presupposto di trasmettere un messaggio spirituale. Per questo è indispensabile farne essenzialmente una “lettura religiosa”, per scoprirvi quel filo conduttore che inizia con l’ingresso di Dio nella storia e che, nell’ottica di una logica superiore, unisce pagine tanto diverse tra loro in un disegno armonico e unitario che va svelato. Il linguaggio religioso della Bibbia è un linguaggio che “fa pensare”, un linguaggio di cui non si cessa di scoprire le ricchezze di significato e che, nello stesso tempo, rende la persona umana conscia della dimensione del suo essere.
La Bibbia intende rivelare che Dio è il supremo sovrano dell’universo, a cui gli uomini devono guardare come ad un modello morale. E’ colui che regge, governa e domina la storia umana. Nella Bibbia Dio vi si trova nominato migliaia di volte. Questo Dio non è un soggetto astratto, ma un essere concreto in azione nel mondo, a cui ciascuno deve rendere conto delle proprie azioni. E’ un Dio invisibile che stringe relazioni misteriose con gli uomini, ne dirige gli avvenimenti e non abbandona mai le sue creature. 
Si capisce allora che la lettura della Bibbia non può ridursi ad una semplice operazione culturale, dove il lettore vi debba trovare ad ogni costo fatti coerenti e notizie storiche controllate, ma deve svolgersi soprattutto all’interno della fede degli autori, al fine di estrapolarne quei valori spirituali orientati a rispondere non tanto ‘al come e quando è successo’, ma al ‘perché’ e al ‘senso’ religioso della vita.

 

 



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