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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Utenti collegati 640
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > I miracoli di Gesù - 3 parte




 

 

 

Per molti uomini del nostro tempo le narrazioni dei miracoli sono semplici invenzioni o più semplicemente dei fatti straordinari operati da un uomo straordinario, un guaritore, particolarmente abile e dotato. Per questo non costituirebbero una via importante d’avvicinamento alla fede in Cristo, ma un ostacolo.
I “miracoli compiuti da Gesù” non sono, infatti, facilmente spiegabili con i mezzi dell’umana ragione, ma è anche vero che non sono mai stati negati nell’antichità, nemmeno dai suoi nemici che li attribuivano al potere del demonio. Dalla letteratura antica, al di fuori dei vangeli, non ci sono notizie rilevanti attestanti che Gesù ha operato dei miracoli. Negli scritti rabbinici si parla spesso dell’attività taumaturgica di un certo Gesù, ma fino ad oggi non si è potuto accertare se essi s’intendono riferirsi a Gesù di Nazaret. Tuttavia in un testo tratto dal Talmud Babilonese si legge: “Si è giustiziato Gesù perché ha esercitato la magia e ha traviato e indotto in errore Israele”. Da altri passi si deduce che in questo contesto per «magia» sono intesi i miracoli.
Per tutti questi motivi si potrebbe rimanere perplessi e confusi nel comprendere il significato delle opere straordinarie compiute da Gesù nel contesto del suo insegnamento escatologico. La mentalità dell’uomo contemporaneo che ha una concezione secolarizzata della natura, tende ad escludere qualsiasi tipo di intervento divino sul creato; per questo contesta la possibilità del miracolo inteso come violazione delle leggi della natura ad opera di Dio. Secondo la scienza determinista, il mondo fisico è governato da leggi inderogabili, per questo il miracolo è semplicemente impossibile, incompatibile con le attuali conoscenze scientifiche. Ciò che non capiamo oggi è semplicemente ciò che ancora non si conosce, e che probabilmente sapremo spiegarci in futuro.
Il crescente “pregiudizio verso il soprannaturale”, dominante nella cultura del nostro tempo, pone serie difficoltà per accettare i miracoli; ciò preclude la visione di poterli inquadrare nell’ambito dell’azione salvifica di Dio, limita e restringe la potenza di Dio nell’ambito naturale delle cose.
Molti studiosi, in ogni caso, sono orientati per la fattibilità e l’attendibilità storica dei miracoli di Gesù. Le motivazioni si possono qui riassumere: a) la loro molteplice attestazione nei Vangeli da parte dei quattro evangelisti e negli Atti; b) l’estrema semplicità e originalità nella presentazione; c) l’abituale riservatezza di Gesù nel compierli pubblicamente; d) la gran popolarità che ne derivò a Gesù; e) le manifestazioni d’entusiasmo della gente, altrimenti inspiegabili; f) le varie controversie con i farisei che presuppongono guarigioni miracolose ed effettivamente compiute; g) l’ammissione indiretta dei miracoli da parte dei suoi nemici che li attribuivano al potere del diavolo.
Certamente l’impossibilità di ricostruire con esattezza gli eventi miracolosi attraverso una documentazione storica mette a disagio l’uomo moderno che è costretto ad accettare con gli occhi della fede fatti contrari alle leggi naturali.
Possiamo concludere affermando che il miracolo: 
1°) rappresenta un ‘segno teologico’, con funzione rivelatrice a favore della Verità di Cristo e dell’autenticità della sua rivelazione, che provoca alla riflessione e al discernimento;
2°) costituisceun ‘intervento sensibile sulla creazione’, mediante il quale Dio dà un segno della sua presenza, in grado di colpire gli spettatori distratti, non credenti o indifferenti, al fine di suscitare la loro fede in Cristo Gesù.



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