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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 11:27 - Utenti collegati 760
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > I miracoli di Gesù - 2 parte




 

 

 

 

Nell’Antico Testamento il miracolo era presentato come un atto in grado di sovvertire le leggi della natura mediante il quale Dio si fa conoscere, mostrando il suo agire ininterrotto per il bene del suo popolo. Nel Nuovo Testamento il miracolo è inteso come un’opera compiuta da Gesù, finalizzata a rivelare l’amore di Dio verso l’uomo. Da un attento studio dei Vangeli possiamo rilevare che nessun altro motivo, se non l’amore e la misericordia di Dio, spinge Gesù ad aiutare l’uomo a superare ogni genere di male esistente sulla terra. In particolare,  i racconti dei miracoli sono segnati dall’intento teologico di ciascun evangelista che intende evidenziare aspetti peculiari della personalità di Gesù. Per Marco sono segni destinati a mostrare la potenza di Dio, per Matteo sono da interpretare come segni che rivelano la misericordia di Dio, per Luca sono segni che definiscono Gesù come profeta dell’Altissimo venuto a liberare il suo popolo, per Giovanni sono segni della gloria di Gesù.
Non è semplice raggruppare in un unico capitolo tutti gli eventi straordinari e i miracoli operati da Gesù durante la sua missione terrena. Gesù compie i miracoli con autorità e con naturalezza, senza sforzo e senza alcuna preparazione, gli basta una semplice parola. Il risultato è istantaneo: guarisce lebbrosi, ciechi, sordomuti, paralitici, epilettici; riporta i morti in vita, seda le tempeste, trasforma l’acqua in vino, elargisce alle folle doni inaspettati (moltiplicazione dei pani). Alla singolarissima autorità si unisce una sorprendente umanità e tanta tenerezza. Gesù guarisce non solo il corpo ma anche lo spirito, ha potere sui demoni e libera le persone possedute dagli spiriti maligni. 
Obbiettivamente, c’è da considerare che non siamo in grado di verificare se i miracoli riportati dagli evangelisti sono stati sempre avvenimenti trascendenti le leggi della natura. Bisogna capire che a quei tempi non si possedevano precise conoscenze scientifiche, e Gesù potrebbe essersi servito anche di quelle “forze naturali” che ai nostri tempi utilizzano con successo uomini particolarmente dotati. Anche il mondo ebraico conosce taumaturghi e storie di prodigi, né si può escludere che una certa influenza possano aver esercitato alcune narrazioni prodigiose dell’Antico Testamento. Ciò che però differenzia la persona di Gesù, da qualunque altra personalità umana, è la volontà di compiere i miracoli nel nome e nella volontà del Padre suo, con l’unico fine di condurre l’uomo a comunicare con Dio e di aiutarlo a crescere nella fede. Questa unità con il Padre conferisce agli avvenimenti miracolosi un’irripetibile originalità e costituisce la chiave di lettura più importante per accedere alla comprensione e alla interpretazione dei miracoli descritti e operati da Gesù nei Vangeli.



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