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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 11:27 - Utenti collegati 679
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > I miracoli di Gesù - 1 parte




 

 

 

 

I “miracoli” compiuti da Gesù descritti nei Vangeli sono opere straordinarie, parte integrante della sua missione salvifica. Sono “segni” che, nel contesto della predicazione evangelica, trasmettono un preciso significato: l’annuncio del Regno di Dio. Gesù operava miracoli straordinari in profonda unità con il Padre manifestando l’immenso amore e la misericordia di Dio, accostandosi ai peccatori, guarendo i malati e rivolgendo la sua attenzione alla malattia e alla sofferenza.
I “miracoli” di Gesù non erano semplicemente delle opere buone fatte per aiutare le persone, erano modi concreti di annunciare e operare il trionfo di Dio sulle forze del male. Da questo punto di vista il miracolo resta sempre un evento straordinario mediante il quale Dio Padre dà un segno della sua presenza e del suo libero intervento nella creazione per il bene dei suoi figli.
I miracoli operati da Gesù si possono catalogare come: <segni> inviati da Dio per validare il comportamento del suo inviato sulla terra e porre all’attenzione della gente la missione terrena di Gesù;  <segni> per far riconoscere agli uomini che la potenza di Dio si manifesta attraverso il Figlio, Gesù Cristo; <segni> per aiutare l’uomo a crescere nella fede in Dio; <segni> contro i suoi avversari (Farisei e Maestri della legge) che con il loro comportamento trasgredivano la volontà di Dio; <segni> per dimostrare che solo con l’aiuto di Dio è possibile dominare, sconfiggere e liberarsi da Satana e dagli spiriti maligni.
Prima dell’arrivo di Gesù, Satana era riuscito a camuffarsi; infatti, di lui si parla pochissimo nell’Antico Testamento. Dopo il battesimo di Cristo e l’annuncio del Vangelo, Satana è costretto a uscire allo scoperto. Con i miracoli Gesù mette in chiaro dove sta la presenza di Dio e dove invece si manifesta la presenza di Satana, l’anticristo.
Gesù non operava miracoli per protagonismo o in modo spettacolare alla stregua di un mago, né per suscitare un’ammirazione fine a se stessa. Gesù fece miracoli perché davanti all’evidenza di un fatto soprannaturale gli uomini si convincessero di credere in Lui e di avere fede in Dio.  A differenza di qualsiasi altro guaritore del tempo, dotato di propri poteri curativi, Gesù concentra la sua azione in un unico fine: compiere in ogni cosa nel segno della volontà del Padre suo. La potenza di Messia non gli è stata conferita per vanagloria, ed è per questo che fin dall’inizio della sua missione rifiuta tutte le proposte di miracolo presentate dal tentatore, a cominciare dal cambiare i sassi in pane. Gesù è venuto sulla terra solo per “rendere testimonianza della Verità”. Coerente con la sua missione di Messia non si serve mai del miracolo per un proprio interesse. Non scende dalla croce quando nell’ora suprema gli avversari lo sfidano con ingiuriosa ironia:  “Ha salvato altri, non può salvare se stesso? Scenda dalla croce e così noi crederemo”. Gesù non desidera mostrare la sua potenza temporale per indurre la gente a credere, vuole evitare ad ogni costo che sia strumentalizzato Dio per fini materiali: proibisce ai malati che ha guarito di fare pubblicità; rimprovera chi vorrebbe che adoperasse il miracolo per punire qualcuno.



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