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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Utenti collegati 760
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Gesù è vissuto in un periodo storico difficile ed effervescente, esposto da un lato alla ‘febbre messianica’ dell’attesa di un Messia liberatore dalla sottomissione all’impero romano, dall’altro lato alla tentazione zelota che incitava il popolo giudaico alla ribellione e alla rivolta armata contro i Romani.
Gesù apparve sulla scena poco dopo Giovanni il Battista, con il quale collegò esplicitamente la sua predicazione. Lo storico Giuseppe Flavio riferisce che la morte di Giovanni non avvenne soltanto a causa di Erodiade, come racconta il Vangelo di Marco, ma per la paura di tumulti che si potevano innescare a causa delle componenti escatologiche e messianiche contenute nella sua predicazione. Anche la predicazione di Gesù, nonostante fosse imperniata sull’annuncio del Regno di Dio, non poteva non risvegliare indirettamente negli ascoltatori speranze di liberazione politica e di riscatto sociale. Il comportamento di Gesù violava anche un principio fondamentale del mondo ebraico, secondo cui un profeta doveva convalidare le sue credenziali di “Uomo di Dio” manifestando personalità, autorità e rigorosa austerità dei costumi. Il rimprovero che frequentemente gli era mosso era quello di mangiare e bere in compagnie equivoche, di dare adito a situazioni scandalose, come di proteggere le prostitute.

 

Tenendo presenti tutte queste realtà sociali e religiose del tempo, è chiaro che Gesù creò nella società ebreo-giudaica un momento di critica alla mentalità corrente. La sua dottrina cozzò con la cultura e la religione del tempo, rappresentò sicuramente un evento di rottura sia sul piano politico che religioso, e non fu causa secondaria della sua condanna a morte. Si può comprendere allora il motivo del rifiuto immediato della comunità giudaica al suo comportamento e alla sua predicazione; si possono giustificare anche i vari atteggiamenti di diffidenza esplicitati dagli stessi apostoli in talune occasioni e le loro difficoltà nel capire fino in fondo la “novità” del messaggio proclamato dal loro maestro.



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