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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Utenti collegati 409
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L’osservanza della Legge di Mosè -
Gesù attirava la gente con i suoi discorsi e con le sue opere, usava tutti i metodi del buon Maestro. Leggeva e spiegava le scritture ebraiche, l’Antico Testamento. Parlava alle folle all’aperto e nelle Sinagoghe; s’intratteneva con singole persone e discuteva con i suoi oppositori, gli Scribi e i Farisei; predicava un insegnamento per molti aspetti vicino ai Maestri della Legge.
L’ebreo Gesù confermava fondamentalmente la legge di Mosè come volontà di Dio, dichiarava che la Legge era la norma fondamentale di condotta, ma la sua interpretazione appariva scandalosa e provocatoria ai suoi uditori. Rifiutava, infatti, qualsiasi applicazione della Legge che poteva scaturire in innumerevoli comandamenti inutili, in osservanze rituali formali o in un eccessivo rigorismo morale. Gesù affermava che la moralità non dipendeva dall’osservanza esteriore della Legge, ma dall’obbedienza autentica alla volontà di Dio.
Gesù riportò l’antica Legge di Mosè (i dieci comandamenti) all’originario volere di Dio, ricongiungendola al precetto fondamentale dell’amore. Gesù, in modo chiaro, ha messo l’accento su un amore senza restrizioni e senza limiti per Dio e per il prossimo, invocando perfino l’amore per i nemici. Dal suo insegnamento scaturivano forti richieste morali che si esplicitavano nel dovere del perdono, della misericordia senza misura e della compassione incondizionata.
La sua predicazione conteneva elementi innovativi e di notevole risonanza sociale, le cui conseguenze non potevano non impensierire le autorità politiche e religiose del suo tempo. Gesù, quale Figlio di Dio, affermava di conoscere direttamente quale fosse la volontà di Dio Padre, una rivendicazione ricapitolata nella sue solenni affermazioni «In verità, in verità vi dico…» «Amen» , un modo di esprimersi  originale nella predicazione di Gesù, perché non sembra fossero espressioni comuni a quei tempi. Gesù annunciava che il nuovo popolo di Dio non doveva nascere a seguito di un intervento divino spettacolare, ma dal dramma della croce, deludendo così le attese dei giudei, dei sacerdoti e dei capi religiosi che incominciarono ad ostacolarlo. Il suo umile messianismo, che si manifestava nell’accoglienza dei poveri e dei peccatori, e nel ridare fiducia alle donne e ai bambini, attirò subito la simpatia della gente povera e semplice, ma irritò profondamente le guide spirituali del popolo. La crescente popolarità di Gesù e le accuse roventi che rivolse loro, furono motivi per innescare incomprensioni e astiose controversie. Per questo gli tenderanno insidie con domande provocatorie alla ricerca di una ragione per eliminarlo, ma cercando nello stesso tempo di non dare nell’occhio, lontano dalla folla.



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