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Domenica 19 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:33 - Utenti collegati 646
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > L´inchiesta sui Vangeli




 

 

 

Pochi scritti tra tutti quelli che esistono sono stati studiati, analizzati e discussi quanto i testi evangelici. Grazie a questo interesse diffuso, il messaggio cristiano si trova sul piano storico in una posizione di grandissimo vantaggio rispetto ad ogni altro movimento religioso dell’antichità. Purtroppo c’è da dire che di nessun libro, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, possediamo il manoscritto originale “autografo”. Lo stesso discorso, in ogni caso, vale anche per altre opere letterarie della stessa epoca. Il motivo deriva dal fatto che essendo gli scritti riportati su fragili papiri erano soggetti ad un rapido deterioramento. Tuttavia, possediamo copieantichissime non molto distanti nel tempo dai manoscritti originali (circa 266), contenenti il testo greco del Nuovo Testamento, ed, inoltre, 84 papiri conservati in varie biblioteche del mondo (Manchester, Londra, Svizzera, Biblioteca Vaticana, Parigi, Washington, Cambridge etc.).
Nel determinare la fondatezza storica dei racconti evangelici oggi gli studiosi si avvalgono dei cosiddetti “criteri d’autenticità storica”, una metodologia scientifica al servizio della ricerca storica in generale, in grado di dimostrare la fondatezza dei racconti del passato e di emettere un giudizio di autenticità sui loro contenuti.
La conformità dei dati evangelici con il quadro storico-geografico e con l’ambiente socio-culturale, politico e religioso del tempo in cui ha operato Gesù, confermano globalmente la loro storicità e riflettono fedelmente la documentazione archeologica ed extra evangelica che possediamo sulla Palestina del I° sec.d.C.:
A)   Quadro geografico: Anche se gli evangelisti non sembrano prestare particolare attenzione topografica nel descrivere i viaggi di Gesù, il quadro geografico generale concorda pienamente con la topografia palestinese comprovata dagli scavi archeologici;
B)   Ambiente sociale: Lavoro, abitudini, professioni, stratificazioni sociali;
C) Struttura linguistica: Substrato aramaico e schemi didattici orali (con ritornelli
    parole chiavi, sentenze) in uso fra i rabbini dell’epoca;
D) Situazione storico-politica: I Vangeli riflettono il quadro storico e la situazione
    politica del I° secolo d.C. - Giuseppe Flavio conferma lo stato di tensione
    causato dalla dominazione romana fra la popolazione;
E) Ambiente religioso: Riflette la situazione del culto e della religione popolare al
     tempo di Gesù. Conferma lo stato di rivalità fra i vari gruppi religiosi (Farisei-
     Sadducei), ritualismo, demonismo ed angelologia, tensioni messianiche. 
La “critica testuale” conferma che i più antichi manoscritti in nostro possesso dei Vangeli sono di pochi decenni posteriori agli stessi originali. Dall’esame di questi documenti non si può negare che i Vangeli: 1°) risalgono al I° Secolo d.C.; infatti sono citati da autori del I° e II° secolo che riferiscono già una tradizione;
2°) dal confronto con papiri, manoscritti e versioni antiche non emergono divergenze sostanziali, segno dunque che derivano da una fonte comune.
Numerosissime, inoltre, sono le citazioni di brani del Nuovo Testamento da parte di scrittori antichi nelle loro opere, a testimonianza che la conoscenza dei Vangeli era diffusa in un’area geografica molto vasta (dalla Spagna alla Mesopotamia, dall’Italia all’Egitto etc…), nonostante che in quel tempo la divulgazione degli scritti si presentava molto lenta, difficile e laboriosa. L’immagine obiettiva di Cristo che emerge dai Vangeli non è solo quella di un personaggio appartenuto alla storia, come un grande uomo e un gran maestro di morale, ma soprattutto si evidenzia l’identità misteriosa della sua persona.
Gli esperti applicando i nuovi criteri d’indagine storica hanno rafforzato la fiducia nella storicità dei Vangeli, riconosciuti portatori di un annuncio di fede che si esprime nel ricordo di precisi fatti storici. E’ alquanto improbabile pensare che tutte queste testimonianze accertate su Gesù, che alla fine sfociano in un grande e articolato progetto religioso caratterizzato da una perfetta coerenza sul piano dottrinale e teologico, in continuità con gli annunzi messianici del Vecchio Testamento, possano essere il frutto di un’immaginazione esaltata o di una fede senza radici, scaturita semplicemente dall’entusiasmo popolare di un gruppo di discepoli o di una collettività anonima. La storia insegna che all’origine di tutti i grandi movimenti culturali e religiosi c’é stato sempre un iniziatore o un capo carismatico. Dal punto di vista della critica-storica, s’impone la conclusione che l’applicazione dei criteri di storicità ai testi evangelici prova che la quasi totalità dei materiali contenuti risultano come autenticamente appartenente alla vicenda di Gesù e che in essi vi possiamo rinvenire il vero volto di Gesù, detto il Cristo. Pur non essendo degli scritti storici nel senso della storiografia moderna, tuttavia i Vangeli rientrano nel genere letterario storico, ossia nel genere della narrativa di fatti realmente accaduti, anche se è un genere unico e particolare, avendo il carattere dell’annuncio e della confessione, con lo scopo di provocare la “decisione alla fede”. Certamente ci sono problemi difficili da affrontare sulla figura di Gesù, perché inspiegabili sul piano della logica razionale. Riguardano, ad esempio, le questioni della ‘coscienza messianica’, della ‘incarnazione’ della ‘filiazione divina’ e della ‘risurrezione’.



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