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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Utenti collegati 628
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > I VANGELI: dubbi, diversità e discordanze narrative ... Continua




 

 

 

I quattro evangelisti si presentano come cronisti impassibili e distaccati.
I fatti narrati quasi mai sono accompagnati da un commento di gioia o di dolore, né da un’espressione d’esultanza, neanche di fronte a fatti straordinari, come la nascita del loro Messia o la sua morte. I miracoli più strepitosi sono raccontati senza nessuna enfasi, con la consueta semplicità e senza il bisogno di esaltarli o abbellirli con l’aggiunta di elementi personali.
Le singolarità ele diversità narrative sono indubbiamente motivo di perplessità nel lettore contemporaneo abituato a leggere fatti coerenti e notizie controllate. È inspiegabile come gli evangelisti abbiano potuto “macchiare” la loro narrazione con errori materiali ed imprecisioni grossolane, facilmente e sicuramente evitabili. Frequenti sono i doppioni narrativi all’interno di un singolo vangelo, probabilmente dovuti all’utilizzo di più fonti riportanti il medesimo racconto o il medesimo fatto.
Le discordanze e le anomalie tra i testi evangelici rappresentano il cavallo di battaglia dei demolitori della storicità dei Vangeli. Qualcuno potrebbe addirittura ipotizzare che gli evangelisti ci hanno fornito quattro differenti versioni sulla vita di Gesù. Per questa questione la chiesa primitiva attraversò una gravissima crisi, tanto che verso il 170 d.C. lo scrittore cristiano Taziano tentò di proporre il “Diatesseron”, un testo unico dei Vangeli che armonizzava le discordanze imbarazzanti. Numerose, infatti, sono le discordanze e le anomalie riscontrabili nei quattro Vangeli, prevalentemente sul piano storico-narrativo e geografico. Difficile enumerarle tutte. Ne ricordiamo solo alcune delle più clamorose:
  • secondo l’evangelista Matteo, il ritorno a Nazarèt dopo la nascita di Gesù, sarebbe avvenuto al ritorno dalla fuga in Egitto, mentre secondo Luca subito dopo la presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme;
  • secondo i Sinottici l’attività pubblica di Gesù si svolgerebbe prevalentemente in Galilea, mentre secondo l’evangelista Giovanni in Giudea;
  • i Sinottici riferiscono un solo viaggio verso Gerusalemme, Giovanni, invece, ne descrive almeno tre;
  • gli interlocutori di Gesù nello stesso racconto capita che siano diversi (i discepoli, la folla, i Farisei e i capi Ebrei, o ancora ascoltatori increduli etc...);
  • il vangelo di Marco, ritenuto il più antico, è opera di un autore che non fu né seguace né testimone diretto di Gesù. A rigore di logica doveva essere uno dei discepoli al seguito di Gesù a scrivere per primo i ricordi sul Maestro. 
  • l’evangelista Giovanni, quale membro del collegio dei dodici, non riferisce nel suo Vangelo alcuni episodi importanti (come la trasfigurazione, i preparativi della cena pasquale e la preghiera nel Getsèmani), nonostante che, secondo quanto riferito dai Sinottici, egli doveva esserne a conoscenza per aver partecipato in prima persona a quell’evento;
  • la data dell’ultima cena è riportata dai sinottici nel giorno della festa di Pasqua, mentre da Giovanni alla vigilia;
  • gli eventi che descrivono il processo istituito contro Gesù presentano diversità sostanziali di particolari fra i quattro evangelisti;
  • le apparizioni di Gesù risorto presentano divergenze non solo nei personaggi, ma anche nei luoghi e nel tempo (secondo Matteo appare alle pie donne in Gerusalemme nello stesso giorno della risurrezione e, successivamente, in Galilea agli undici Apostoli; secondo Marco appare a Gerusalemme nello stesso giorno della risurrezione a Maria di Màgdala e ai discepoli; secondo Luca appare in Gerusalemme prima ai due discepoli di Emmaus e poi agli undici Apostoli; secondo Giovanni appare in Gerusalemme a Maria di Màgdala e ai discepoli nello stesso giorno della risurrezione, riappare ai soli discepoli otto giorni dopo);
  • è singolare che solo gli evangelisti Marco e Luca, che non furono né discepoli né testimoni diretti, descrivano l’ascensione di Gesù in cielo, al contrario degli altri due evangelisti, Matteo e Giovanni i quali, da presunti testimoni oculari, dovevano essere stati presenti a un evento di fondamentale importanza ai fini della fede. Per di più l’evangelista Luca nei Vangeli afferma che l’ascensione in cielo avvenne lo stesso giorno della risurrezione, mentre negli Atti 40 giorni più tardi.  



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