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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 0:31 - Utenti collegati 474
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > L´opera degli Evangelisti - I Vangeli sinottici ... Continua




 

 

 

Sin dai primi tempi si notò la marcata differenza strutturale e di contenuti fra il Quarto Vangelo attribuito a Giovanni e la narrazione degli altri tre evangelisti, Matteo, Marco e Luca, detti «sinottici» (dal greco syn-opsis= con-visione), perché nei loro scritti si rilevò la presenza di vistose e sorprendenti concordanze, sia sulla scelta delle parole, sia nello schema letterario del materiale, al punto da poterli mettere in tre colonne parallele e confrontarli con sguardo d’insieme. Accanto ad evidenti concordanze, i Vangeli sinottici mostrano non meno evidenti discordanze, sia sull’ordine cronologico dei racconti sia al loro interno. Secondo gli studiosi questa concordanza-discordanza dimostra l’esistenza di fonti comuni e di dipendenze letterarie proprie di ciascun vangelo. Lo studio sinottico dei Vangeli, iniziato nel XVIII sec. per opera di Johann Jacob Griesbach, ha consentito non solo di osservarne con uno sguardo d’insieme concordanze e differenze, ma si è rivelato anche uno strumento prezioso e indispensabile per lo studio scientifico dei Vangeli. Appare evidente che gli evangelisti si siano vicendevolmente influenzati. I Sinottici si differenziano profondamente dal Vangelo di Giovanni, sia rispetto al racconto storico-narrativo, sia sul piano teologico incentrato sulla proclamazione del Regno di Dio
I Vangeli Sinottici narrano principalmente ciò che Gesù ha fatto e detto in Galilea prima di terminare, con un unico viaggio, la sua attività a Gerusalemme. Hanno tutti la medesima struttura narrativa, che si può schematizzare in quattro sezioni: a) la preparazione del ministero di Gesù; b) il ministero in Galilea e la predicazione per la durata di un anno; c) la salita verso Gerusalemme; d) il ministero di Gerusalemme e il compimento finale della sua missione in questa città attraverso la passione, morte e risurrezione. Il piano teologico dei sinottici è orientato all’annuncio del regno di Dio.
Giovanni, invece, fa rilevare che la vita pubblica di Gesù si svolge prevalentemente in Giudea; riferisce almeno tre viaggi a Gerusalemme. Questa affermazione comporta il prolungamento di circa tre anni della vita pubblica di Gesù. Anche se nelle linee generali ricalca lo schema strutturale dei Sinottici, il Vangelo di Giovanni presenta aspetti innovativi e originali, soprattutto nei contenuti teologici, tali da far ritenere il Quarto Vangelo come la naturale evoluzione spirituale del kerygma apostolico-ecclesiale che fonda le sue basi sulla tradizione sinottica, sicuramente conosciuta dall’evangelista Giovanni. Dal confronto dei testi si constatano differenze sostanziali, anche sul piano geografico, che mettono in risalto una conoscenza topografica della Giudea e di Gerusalemme più accurata rispetto a quella dei Sinottici, con citazioni di luoghi rivelatisi esatti, provando che Giovanni conosceva perfettamente i costumi religiosi e la mentalità giudaica del I° sec. d.C.
Di là da singole differenze d’ordine cronologico-geografico appare evidente che Giovanni abbia seguito un piano teologico diverso dai Sinottici, orientato nel mettere in luce la centralità della persona di Gesù. Giovanni ha voluto ripresentare in modo nuovo la figura di Cristo, dando molto spazio alla sua azione con uno stile semplice e maestoso nello stesso tempo, soffermandosi, più degli altri evangelisti, su ciò che Gesù ha detto di se stesso, riportando lunghi e solenni discorsi. Più che al racconto dei fatti della vita e dell’insegnamento di Gesù, l’evangelista Giovanni intende approfondire la riflessione teologica e i ragionamenti dottrinali, sviluppati di solito sotto forma di dialoghi. Recentemente, accanto ai primi tre vangeli, è stato riprodotto sinotticamente anche il testo dell’evangelista Giovanni (Angelico Pioppi – Sinossi Quadriforme e Commento dei quattro vangeli- Edizioni Messaggero, Padova), ma il suo rapporto con gli altri evangelisti è costantemente oggetto di vivaci discussioni fra gli esperti.
Grazie alla sinossi si può facilmente rilevare come alcuni brani siano comuni a tutti e quattro gli evangelisti, altri a tre o a due; qualche passo compare in un solo vangelo. Indubbiamente lo studio sinottico dei Vangeli, seguendo il criterio scientifico del confronto, ha permesso di mettere in risalto la prospettiva teologica e l’apporto specifico di ogni evangelista.   
Le diversificazioni storico-narrative fra i sinottici e le interdipendenze di tradizioni o fonti tra essi, pongono la così detta “Questione Sinottica”. Tra le teorie che cercano di spiegare le somiglianze-discordanze dei sinottici, una delle più diffuse è l’ipotesi delle “due fonti”, secondo la quale i Vangeli di Matteo e Luca sarebbero stati composti a partire da due fonti principali: a) il Vangelo di Marco, che è riconosciuto come il vangelo più antico; b) una raccolta di parole e detti di Gesù, la cosi detta “fonte Q”, identificabile secondo alcuni studiosi con la prima edizione del vangelo di Matteo, scritto in aramaico. Ogni evangelista, infine, farebbe capo anche a fonti proprie tratte dalla tradizione orale della Chiesa primitiva. In effetti, a parte la questione sinottica ancora insoluta, alla base della redazione dei Vangeli canonici non si può non considerare anche l’ipotesi dell’esistenza di più fonti, né si può trascurare la continua influenza della tradizione orale.
Per tutti questi motivi non si può prescindere dall’esigenza di un approccio multidisciplinare che consideri un’interazione di fonti e metodologie diverse nello studio comparato dei Vangeli.
 

Tutte queste incertezze non pregiudicano né intaccano minimamente nella sostanza il “Messaggio Unitario e Universale” inviato da Dio all’umanità attraverso i quattro evangelisti, le cui intenzioni non erano certamente quelle di fare un resoconto storico nel senso letterale della parola, come lo intediamo oggi, ma di far conoscere la figura genuina di Gesù attraverso le ‘molteplici testimonianze’ di coloro che lo videro e lo ascoltarono.



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