Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 11:27 - Utenti collegati 753
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > Preparazione alla lettura dei vangeli - L’ambiente ... Continua




 

 

Lo scenario geografico descritto nei Vangeli è quel tratto della costa mediterranea, oggi chiamata Palestina, che unisce la Siria meridionale con l’Egitto. L’intera regione è divisa da un profondo avvallamento, una profonda depressione provocata da una frattura geologica dove scorre il fiume Giordano che, dopo aver formato il lago Tiberiade, si immette nel Mar Morto. Questo in realtà è un lago salato che non ha emissari. Ai tempi di Gesù, geograficamente questo territorio era distinto al Nord dalla Galilea, al centro dalla Samaria e a Sud dalla Giudea, con capitale Gerusalemme. La Giudea rappresentava il fulcro del giudaismo.
 Il periodo romano della storia della Palestina fu dominato dalla dinastia degli Erodi. Nel 63 a.C. il generale romano Pompeo, entrato a Gerusalemme per sedare i conflitti e le lotte intestine generate dalla monarchia asmonea, pone fine per sempre all’indipendenza del paese. I romani insediarono al governo del popolo d’Israele uno straniero, l’idumeo Erode.
Erode il Grande, grazie al sostegno ricevuto da Roma, dal nulla innalzò nel 40 a.C. il suo trono a Gerusalemme. Fu chiamato il <il grande> per lo splendore del suo regno, per la magnificenza delle opere architettoniche, per l´arditezza delle fortificazioni, per la sagacia nell’amministrazione. Abile politico, eliminò tutta la vecchia aristocrazia e ne creò una nuova di tendenza sadducea, interamente prona ai suoi voleri. Uomo d’inaudita crudeltà, era ossessionato dall’idea di congiure e minacce contro il suo trono. Non esitò a eliminare i concorrenti asmonei: uccise dapprima il cognato Aristobulo, poi il Sommo Sacerdote Ircano, la stessa moglie Marianne. Fece giustiziare anche i due figli avuti da Marianne. Morì nel 4 a.C. I suoi successori non ebbero né la sua forza né le sue capacità politiche. I suoi tre figli si spartirono il regno: Erode Antipa ereditò la Galilea, Archelao la Giudea, la Samaria e l’Idumea, Filippo i territori al nord della Perea.
Il potere politico era sotto il controllo di funzionari romani, prefetti o procuratori, fra cui Ponzio Pilato, il quale esercitò brutalmente le sue funzioni tra il 27 e il 37 d.C. Uomo crudele e vizioso, disprezzava i Giudei per averlo costretto a togliere i vessilli con l’effigie dell’imperatore dall’interno del Tempio di Gerusalemme. Il prefetto romano risiedeva normalmente a Cesarea Marittima, ma per le grandi festività si trasferiva a Gerusalemme per prevenire disordini e sommosse. Gli era riservato il diritto di vita o di morte. Per quanto riguarda il culto e la religione, Roma lasciava piena libertà. Per non provocare il risentimento dei giudei, che in ossequio alla legge mosaica non tolleravano l’esposizione d’immagini, i soldati romani evitavano di spiegare le insegne a Gerusalemme.
Questo periodo storico fu caratterizzato da tumulti che scoppiarono un pò ovunque nel territorio giudaico, tumulti che presero i connotati di una rivolta politico-messianica contro la potenza romana occupante. La svolta decisiva sembra essere stata la riduzione della Giudea e della Samaria a provincia romana nel 6 d.C. Secondo lo storico Giuseppe Flavio fu in quella occasione che, dinanzi al censimento della popolazione voluto dai romani per introdurre nella nuova provincia il tributo, scoppiò la rivolta capeggiata da Giuda di Gamala, detto il Galileo. Il clima di esasperazione raggiunto dalle masse ebraiche, sottomesse al tirannico potere dei procuratori romani, alimentava sempre di più le speranze dell’avvento di un Messia che avrebbe dovuto liberare Israele dal giogo dei romani.
Sotto il dominio di Roma le ribellioni furono numerose e dureranno fino a causare, per la seconda volta nella storia d’Israele, la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. Moltissimi giudei morirono e quelli che sopravvissero si dispersero fuori dalla Giudea.
 
 

L’ambiente culturale e religioso: il giudaismo

 

 
        Gli Ebrei, nonostante fossero costretti a subire l’autorità dei Romani, in effetti rivolgevano la loro fedeltà principalmente ai sacerdoti. Costoro esercitavano un forte influsso sul popolo, e lo stesso procuratore romano per governare aveva bisogno del loro sostegno. Tutta la vita ebraica, infatti, si svolgeva sotto la luce divina della “Legge”, la “Torah”, che in concreto si traduceva nel cosiddetto giudaismo: un sistema socio-politico-religioso, costituito dal complesso delle dottrine ebraiche fondato sul rispetto assoluto della Legge, in grado di regolare tutte le particolari circostanze della vita sociale.
A quanto riferisce lo storico ebreo Giuseppe Flavio, ai tempi in cui visse Gesù il giudaismo ufficiale era rappresentato dai Sadducei, dai Farisei, dai Maestri della Legge e dagli Scribi. Sadducei e Farisei rappresentavano la classe sacerdotale. I Maestri della Legge e gli Scribi erano dei letterati laici che operavano nella Sinagoga. La religione ebraica subì gradualmente una radicale evoluzione: accanto al <Tempio>, luogo del sacrificio propiziato dai sacerdoti, s’impose la <Sinagoga>, luogo d’adunanza, di lettura e di meditazione della Legge, all’interno della quale il sacerdote non poteva assumere alcuna posizione di rilievo. La Sinagoga svolgeva anche le funzioni di scuola, di centro culturale e luogo di culto spirituale. Questo consisteva essenzialmente nella preghiera, nella lettura della Torah e nella sua spiegazione. Agli Scribi veniva deputato il compito di spiegare e applicare la legge di Mosè nei casi concreti di vita quotidiana. Assolvevano anche il compito di risolvere i problemi giuridici, le liti giudiziarie sulla base della Toràh, che rappresentava per ogni ebreo il codice supremo.Sotto l’azione di un legalismo rigido, intransigente e senza compromessi, il giudaismo ufficiale stabilisce il suo canone nella rigida osservanza della Legge di Mosè. La trasgressione ad una sola delle prescrizioni era valutata come un’infrazione a tutta la Legge e punita severamente.
Ai margini del giudaismo gravitavano parecchie sette come gli Esseni e gli Zeloti. Gli Esseni rappresentavano un’associazione religioso-monastica che viveva isolata nel deserto, ostile alla classe giudaica dominante. Gli Zeloti costituivano un’ala estremista fanatico-rivoluzionaria del partito dei farisei, che si opponeva con le armi al dominio di Roma sul popolo giudaico.



Notizia letta: 871 volte
 
Commenta la notizia
 
 0 commenti