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Domenica 19 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:33 - Utenti collegati 658
Dove sei: Prima pagina > Cultura Biblica > La nuova evangelizzazione - 5 parte new




 

 

Nel difficile momento storico che stiamo attraversando, caratterizzato da forti mutamenti socio-culturali-politici e religiosi, è urgente ripensare coraggiosamente a nuovi modelli informativi e a più adeguati metodi formativi, in grado di dare concretamente corpo e voce alle radici giudeo-cristiane di quella concezione dell’uomo, della vita e della storia che hanno plasmato tutta la cultura occidentale ed europea in particolare, con l’obiettivo di interessare anche le nuove generazioni ad una dimensione veramente umana dell’essere, del pensare e dell’agire che trovi nel messaggio evangelico di Cristo non un ostacolo o un limite, ma la risposta completa e sicura al desiderio di pace, di amore, di bene, di giustizia e di libertà.
Archiviata ormai la concezione medievale della “società cristiana” che tutto assorbiva all’interno di una “visione teocratica” della storia e che alla fine dava per scontata la subordinazione delle realtà temporali (Stato) a quelle spirituali (Chiesa), il cristianesimo della riforma del Concilio si è finalmente liberato da ogni fondamentalismo religioso come da ogni assuefazione al tradizionalismo sterile e statico. Oggi dobbiamo fare i conti con le domande e le mutate esigenze poste dall’attuale contesto storico-sociale e culturale ed essere pronti a raccogliere le nuove sfide lanciate dalla cultura contemporanea, scienza e tecnica comprese, alcune provocatoriamente pretestuose ed altre estremamente interessanti e stimolanti.
Le parrocchie o le comunità ecclesiali sono alla ricerca di nuovi progetti catechistici e di formazione biblica volti al “come evangelizzare oggi”. Il rapido cambiamento culturale a cui è andata incontro la nostra società in questo ultimo decennio, tenuto conto anche dei fenomeni sociali emergenti come la globalizzazione, la secolarizzazione e la multimedialità, impongono attenzione e responsabilità nell’impegno pastorale dell’annuncio e della testimonianza del vangelo.
Il vescovo di Noto, S.E. Antonio Staglianò, nella sua lettera ai presbiteri (Giugno 2009), elenca i rischi ai quali possono andare incontro le comunità parrocchiali nella guida all’orientamento pastorale:
1°) Rischio della “irreligione”, intesa come religione svuotata dai suoi veri contenuti con il pretesto di difendere le proprie tradizioni, dove per tradizione non si intende “di fatto” ciò che intende la chiesa;
2°) Rischio delle pratiche del “devozionismo”, attraverso le quali si pensa di rendere culto a Dio e in realtà si adora se stessi e la propria fantasia religiosa;
3°) Rischio dell’ “intellettualismo” che insidia la nostra fede: una condizione esistenziale che etichetta la discrasia tra la conoscenza della verità di fede e dei principi morali con la mancata applicazione nella vita personale.
S.E. Antonio Staglianò auspica che la “parrocchia” possa assurgere al ruolo di “impegno culturale” come dimensione dell’iniziativa pastorale, ed assumere un “volto missionario” per raggiungere l’uomo nel suo vissuto quotidiano, portando l’annuncio sanante del Vangelo in mezzo alle contraddizioni e ai drammi che contraddistinguono spesso il convivere sociale.



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