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Domenica 19 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:33 - Utenti collegati 581
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Sarà compito educativo della Chiesa, nel proporsi come la “società giusta” a modello di tutto il mondo, aiutare le persone a riflettere e a interrogarsi sui valori della vita e sulle ragioni ultime dell’esistenza, come e soprattutto sul “valore assoluto di bene” che ogni uomo porta in sé.
Il nostro tempo sarà il tempo della crescita per una più piena comprensione del progetto di Dio; sarà anche il tempo in cui la storia della rivelazione divina, incontrandosi nel suo cammino con le ricchezze delle culture e delle tradizioni  dei popoli, procederà verso un futuro che ancora non ci è concesso conoscere a pieno, ma di immaginare e sperare: il futuro della civiltà dell’amore dove la Chiesa è chiamata a farsi “sacramento di fratellanza universale nell’intima unione di tutti gli uomini in Cristo”, avendo come sola certezza e sostegno della fecondità della sua missione il ‘nuovo progetto di vita’ per l’uomo che Gesù ha codificato nei Vangeli. Un progetto universale orientato nella direzione del rispetto incondizionato dei “valori” della vita, della verità, della misericordia, del rispetto della sacralità intangibile della vita umana.
Per noi cristiani, è in Cristo la via del raggiungimento della “vera pace”, quella pace autentica di cui parla tutta la Bibbia e che sarà realizzata pienamente soltanto quando l’uomo considererà il suo prossimo persona da amare come se stessi, e non un semplice individuo su cui prevalere. Ma è con grande preoccupazione, e con non poca trepidazione, che ci interroghiamo se la storia religiosa dell’uomo del terzo millennio stia veramente procedendo in questa direzione. La nostra società contemporanea, caratterizzata da una cultura in prevalenza ‘laicista’, dominata da una visione prettamente materialista del mondo, è ben lontana dalla concezione biblica che è volta a ricercare il valore di senso della vita in funzione della vera felicità dell’uomo. In una società “dissociata” che, attraverso il dubbio e l’indifferenza ai valori veri dell’uomo e della vita, alimenta subdolamente l’espulsione di Dio dalla coscienza dell’uomo, occorre salvaguardare con fermezza la centralità e la dignità della persona umana.
I processi di secolarizzazione e di globalizzazione in atto hanno causato nel nostro tempo una caduta verticale non solo dei valori umani e cristiani, ma anche del senso religioso della vita. Ciò deve indurre la Chiesa cattolica ad una profonda riflessione. Una maggior chiarezza è richiesta di fronte alle ‘insidie’ tese da un ‘laicismo pseudo-religioso’ radicalizzato nella cultura del nostro tempo, che tende a una multireligiosità relativizzante e dequalificante, per cui si è portati a pensare che una religione vale l’altra, oppure che è sufficiente vivere onestamente per essere anche dei buoni cristiani.  



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