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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 774
VITTORIA - 25/10/2009
Sport - Calcio Prima categoria: alla squadra della frazione il derby con il Real Vittoria

Calcio: Scoglitti secondo in classifica, sogna la Promozione

Maurizio Barrera: «I ragazzi giocano insieme da 3 anni. La squadra è solida e sognare è lecito»
Foto CorrierediRagusa.it

REAL VITTORIA – SCOGLITTI 1 – 3

REAL VITTORIA: Virduzzo, Bulbo, Ferrisi, Di Rosa, Guastella, Di Gregorio, Melfi, Iacono (40’st D’anna), Petralia (14’st Di Stefano), Bongiorno, Zid (20’st Melilli) All.: Tavolino

SCOGLITTI: Manzo (40’pt Taranto), Di Modica, Trama, Bennice, D’Amico, Cirnigliaro, Cosentino, Micieli, Paternò, Colombo, Buonifazio. All.: Guzzardi

RETI: 20’ e 62’ Colombo, 79’Di Gregorio, 80’ Paternò

ARBITRO: Cairo di Agrigento


Perde ancora il Real Vittoria Colonna di Giuseppe Tavolino, giunto alla terza sconfitta di fila in campionato; sogna lo Scoglitti Soccer (nella foto) dei vari Colombo, Paternò, Micieli, inarrestabili anche lontano dall’aria del mare di Scoglitti. Michele Guzzardi, allenatore degli scoglittiesi, guida la sua squadra al secondo posto della classifica, dietro Pozzallese ed Enzo Grasso (prossimo avversario degli arancioni al «Nino Andolina), ancora imbattuta in campionato, e sorpassa anche i cugini del Fly Vittoria, sconfitti nell’anticipo di sabato.


La partita l’ha fatta esclusivamente lo Scoglitti. Nel primo tempo gli ospiti vanno in vantaggio grazie alla rete di Colombo, un gol difficile, al volo dal vertice d’area piccola, direttamente all’incrocio. Niente da fare per l’incolpevole Virduzzo (uno dei pochi migliori in campo). Il Real si sgretola dopo lo svantaggio e non accenna a reagire. Così, arriva il raddoppio, ancora una volta con Colombo ad inizio ripresa, in giornata di grazia. Servito dalla destra è un gioco da ragazzi per lui insaccare da due passi. Partita chiusa? Ancora no, perché Di Gregorio sfrutta l’unica indecisione del portiere Taranto e accorcia inaspettatamente le distanze a 10’dal termine. Ma la gioia non dura nemmeno un minuto. Ingenuità madornale di tutta la difesa del Real che consente a Cosentino di entrare in piena area e servire a Paternò (tutto solo) la palla del definitivo 1-3.

«Non è una sorpresa - dice il dirigente Maurizio Barrera- perché la squadra gioca insieme da più di tre anni, e con gli ultimi innesti ha messo in piedi un organico solido e ancor più compatto rispetto al passato». Ma il campionato è ancora lungo, sognare si può, per i ragazzi di Scoglitti (mai così in alto in un campionato dilettantistico), ma guai a montarsi la testa; prima la salvezza, poi i playoff, il resto come detto, è lecito sognarlo.

Dall’altra parte, la realtà un po’ meno felice del Real Vittoria, al suo primo anno di Prima Categoria, tanta voglia, ma poca concretezza. Il riassunto è semplice. L’inesperienza da matricola gioca, certamente, il suo ruolo, ma non può trasformarsi in un alibi, perché troppi scivoloni potrebbero diventare difficili da recuperare. All’allenatore Tavolino il compito di riprendere una squadra apparsa povera di idee e, soprattutto, di uomini decisivi in mezzo al campo. La panchina non è ancora a rischio, ma la società attende un imminente cambio di nastro. L’ombra di Giovanni Monachelli, sull’attuale panchina del Real, inizia già ad aleggiare.

Di umori diversi, ovviamente, i due allenatori al termine della partita; la gioia di Michele Guzzardi è visibile: «Abbiamo giocato una partita perfetta, il merito appartiene soltanto ai ragazzi. Per adesso non guardiamo alla classifica, sappiamo quali difficoltà ci aspettano ancora, quindi, prima arriveranno i punti per la salvezza e meglio sarà per tutti noi».

Amareggiato per la pesante sconfitta l’allenatore Giuseppe Tavolino, che recrimina una rosa troppo «superficiale» per la categoria: «E’ stata una brutta partita sotto ogni aspetto. Sono molto deluso perché non ho visto quella determinazione necessaria da parte della mia squadra. Quella voglia di correre e di lottare. Perché ho tolto gli attaccanti sul 1-3? Perché in realtà non ho attaccanti. Il solo Bongiorno non può bastare a questa squadra».