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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 726
VITTORIA - 10/02/2016
Sport - Nuoto: due anni di silenzio sul passaggio di proprietà all’ente di palazzo Iacono

A Vittoria piscina comunale abbandonata, che fine farà?

Bisogna capire a chi appartiene quella che rimane una tra le strutture più importanti della città Foto Corrierediragusa.it

Due anni di silenzi. Due anni di ingombrante anonimato attorno alla piscina comunale (comunale?) "Nannino Terranova" (foto), al punto tale da dubitarne quasi della reale esistenza. Peccato davvero, perché parliamo di quella stessa piscina che fino al vecchio decennio non era altro che fiore all’occhiello della comunità sportiva ipparina, realizzata al centro della città di Vittoria, invidiata ed apprezzata – per stile, grandezza e fonte di risorse - dall’intera Provincia ragusana. Un impianto che oltre a garantire opportunità di lavoro per diverse famiglie, contribuiva anche a quell’idea di palestra ideale per chiunque decidesse di dedicarsi al nuoto come disciplina, e diventare magari atleta professionista.

Di Luca Marin – la cui solita e convenzionale rima non può venir quando si tratta l’argomento – ne abbiamo raccontate e descritte abbastanza, fino a quando l’immagine del personaggio (in concreto gossip e nulla più) ha di seguito superato quella del professionista stimato ed apprezzato agli inizi di carriera. Ma la «Nannino Terranova» non è stata soltanto Marin, e per avere ragione di ciò basterebbe chiedere all’altro protagonista di quei tempi Gjon Shyti, tecnico di bordo vasca che di talenti a Vittoria ne ha visti crescere e nuotare all’infinità.

Ma oggi il punto è un altro. Lo scorso 31 dicembre scadeva il termine ultimo per il passaggio di proprietà dell’impianto al Comune di Vittoria. La somma di trecento mila euro da pagare in tre rate – la cifra con i dettagli dell’accordo tra il Comune ed il Commissario liquidatore Maria Bellia furono resi pubblici in occasione di una conferenza stampa del 6 maggio 2014 – è scaduta da circa due mesi, anche se fino ad oggi non si sa nulla sugli sviluppi. Intercettato telefonicamente, il Commissario liquidatore di quel tempo, Maria Bellia, si è negato a qualsiasi forma di risposta: «la dinamica è attinente al sottoscritto e il Comune» – ha detto senza aggiungere altro. Come se la questione non interessasse a nessuno. Realizzata con i fondi sull’occupazione giovanile dell’Ircac (fallita la società che l’ha costruita) c’è da capire adesso che fine abbia fatto e a chi appartenga quella che tutt’oggi rimane una tra le strutture più importanti della città di Vittoria.