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VITTORIA - 18/06/2015
Sport - Calcio, Eccellenza: i colpi di scena non finiscono mai in casa biancorossa

Il presidente Barravecchia denuncia alla procura federale 4 ex giocatori Vittoria

Si tratta di Citronella, Di Rosa, Patti e Carnazza. E tutti gli altri? Foto Corrierediragusa.it

La tensione tra Salvatore Barravecchia e i suoi ex giocatori non accenna a diminuire. Il campionato da poco concluso e culminato con la retrocessione in Promozione sembra tuttavia destinato a lasciare strascichi ancora per molto. Ma la notizia che fa da contorno ad uno scenario ormai del tutto logoro, l’ha causata la dura reazione degli ex biancorossi Fabio Citronella (nella foto), Leandro Di Rosa, Giacomo Patti e Antonio Carnazza (i 4 tutti locali) deferiti dal Comitato Provinciale di Ragusa in seguito ad una denuncia per abbandono della squadra notificata dalla stessa società di Barravecchia.

Riavvolgendo il nastro, la questione risale allo scorso campionato, quando, dopo l’esonero dell’allora tecnico Giovanni Campanella, i 4 atleti locali (ma in realtà se ne andò via l’intero blocco tra cui anche il capitano Massimo Nobile e il portiere Salvo Di Carlo. Coma mai non sono stati denunciati anche i catanesi?) decisero senza pensarci due volte di lasciare il sodalizio seguendo l’addio del tecnico. Una scelta a dire il vero scontata, dato l’andamento del girone di ritorno ed i rapporti fraterni tra Campanella e i suoi fedelissimi.

Ma Salvatore Barravecchia quel comportamento se l’è legato al dito, al punto di denunciare i vittoriesi alla federazione per mano del delegato Gianni D’Iapico. "Avevo esonerato l’allenatore – confermava Barrecchia qualche giorno fa – e non i miei giocatori. Non hanno voltato le spalle al sottoscritto ma al Vittoria, con il risultato che oggi è sotto gli occhi di tutti: retrocessione di categoria. Li ho richiamati diverse volte per convincerli a tornare, persino supplicandoli, ma non ne hanno voluto sapere. Se la questione era legata ai soldi, li avrei pagati come accaduto l’anno precedente a fine stagione".

La replica di Citronella, Di Rosa e Patti non si è fatta però attendere: "Come al solito veniamo raggirati dal presidente. Prima ci denuncia alla Lega, poi si fa spedire il telegramma di convocazione in sede, ed infine non ci avvisa per la data di citazione. In poche parole siamo stati deferiti a causa del mancato appello in Lega. Lo scandalo è che nessuno di noi ha mai ricevuto un avviso per il 12 giugno scorso. Né Barravecchia né il segretario D’Iapico ci hanno chiamato. Un atteggiamento premeditato al fine unico di deferire noi giocatori. Inutile tornare sulle motivazioni dell’abbandono della squadra – aggiungono i 4 giocatori – fare calcio era diventato impossibile e persino la tifoseria non si è presentata più in curva. Dunque di quale attaccamento alla maglia parla Barravecchia? Fortunatamente – concludono – abbiamo segnalato tutto quanto alla Lega e potremo essere riascoltati, in modo tale da annullare il gratuito deferimento".