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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 753
VITTORIA - 17/05/2015
Sport - Calcio, Eccellenza: l’esperto dell’amministrazione allo sport mette in chiaro le cose

Prelati: "Il titolo del Vittoria non si vende, dati quasi 50 mila euro in 2 anni"

Il domani appare comunque grigio, specialmente se dietro ci stanno come vertenze con allenatori, rimborsi spesa da saldare e debiti vari con fornitori esterni Foto Corrierediragusa.it

Se da un lato c’è un presidente dimissionario che chiede soldi prima di vendere la società «sono contributi che mi spettano e che non ho ancora ricevuto» – così Salvatore Barravecchia qualche giorno fa - dall’altro c’è un esperto alle «politiche sportive» della città di Vittoria che sostiene una tesi del tutto differente e riassumibile in un semplice calcolo: «Al Vittoria calcio? In due anni abbiamo erogato ben 47mila euro di contributi comunali». A ribadirlo è Fabio Prelati (nella foto), che attraverso una nota rilasciata nei giorni scorsi dall’ufficio stampa del Comune, replica in maniera secca al presidente Barravecchia e smentendo di fatto ogni sua esplicita parola. L’oggetto della querelle riguarda quei contributi pubblici lamentati dalla dirigenza vittoriese negli ultimi due anni: "E’ opportuno precisare – ha dichiarato Prelati - che questa amministrazione ha già erogato alla società biancorossa 30mila euro nella stagione 2013/2014 e 17mila nella stagione appena conclusasi con la retrocessione del sodalizio sportivo».

Per poi aggiungere - in seguito al possibile trasferimento del titolo biancorosso lontano dalla città – un ulteriore giudizio: «Per quanto riguarda – dice Prelati - una paventata cessione del titolo a città limitrofe, mi sento di dichiarare che il titolo sportivo della maggiore squadra di calcio non è trasferibile in altri Comuni, tanto più quando lo stesso è stato oggetto di sostanziosi contributi pubblici. L’auspicio è che imprenditori locali, ai quali assieme al sindaco abbiamo rivolto vari appelli, possano rilevare le quote societarie e dare continuità alla società biancorossa». Insomma il domani del Vittoria calcio appare grigio, specialmente se dietro ci stanno come al solito vertenze con allenatori, rimborsi spesa da saldare e debiti vari con fornitori esterni. Il quadro della prossima stagione agonistica – dimenticavamo, ci sono anche i soldi da trovare per l’iscrizione entro luglio al campionato – assume di conseguenza contorni spigolosi. Tutto questo quando, nel frattempo, si fanno più insistenti voci legate alla nascita di una squadra del comprensorio ragusano intesa come unica alternativa alla crisi calcistica vissuta dalle tre squadre più rappresentative della Provincia. Ovvero Vittoria, Modica e Ragusa.

Senza nulla togliere a quella che in verità sarebbe anche una bella idea in chiave di rilancio culturale e anticampanilismo, c’è da capire fino in fondo con quali termini (dove si giocherebbe?) e soprattutto con quali tempi si possa pensare ad una soluzione rivoluzionaria del genere. Al momento i contenuti appaiono lontani, non fosse altro per quello che accadeva, e che in molti non avranno sicuramente dimenticato, fino a qualche anno fa: derby a porte chiuse tra Vittoria e Ragusa con curve vietate agli ospiti su disposizione della Questura. Le motivazioni non occorre spiegarvele.