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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1001
VITTORIA - 04/01/2015
Sport - Calcio Eccellenza: i biancorossi si arrendono alla formazione dell’ex Alacqua

Il Vittoria perde di misura e non sfigura contro la vicecapolista Milazzo

Gli ospiti, deludenti, segnano a freddo, poi subiscono il ritorno del Vittoria. Nella ripresa errori difensivi consentono ai mamertini di fare 3-0 prima della rimonta grazie a due rigori realizzati da Citronella
Foto CorrierediRagusa.it

VITTORIA-MILAZZO 2-3

VITTORIA: Di Carlo, Carnazza, Giudice, Iapichino, Nobile, Citronella, Patti, Manuello, Commendatore, Bevilacqua, Di Rosa. A disp: Scalogna, Campoccia, Cekani, Fiorilla, Buzzone. All. Campanella.

MILAZZO: Di Dio, Calderone, Messineo, Gualdi, Dall’Oglio, Parisi, Ciccone, D’Anna, Ancione (43’ st Mento), Camarda, Venuti. A disp.: Safilippo, Isgrò, Laquidara, Alosi, Costa. All. Alacqua.

Arbitro: Catanoso di Reggio Calabria. Assistenti Blanco e Ronsisvalle di Acireale

RETI: 2’ pt Camarda, 23’ st Venuti, 30’ Venuti, 38’ e 40’ st Citronella su rigore.


Il Vittoria perde ma non sfigura al cospetto della vice capolista Milazzo dell’ex Alacqua, squadra della quale ci si aspettava qualcosa di più, sul piano del gioco.

Gli ospiti avranno pure tenuto il campo con un maggiore possesso di palla molto, ma il Vittoria non meritava di perdere. Anzi, con un attaccante di ruolo, uno alla Rametta o Strano per intenderci, il Vittoria sarebbe andato in gol su azione, senza aspettare la manna di due calci di rigore (il primo con tanto di forse, il secondo un regalo dell’arbitro).

Perché la rabberciata formazione di Campanella, costruita in fase d’emergenza all’ultimo momento, non s’allenava da 4 settimane, non era nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche, per via del braccio di ferro economico con la società, non aveva attaccanti, e non aveva neanche una panchina dalla quale attingere forze fresche. Undici giocatori racimolati qua e là, giusto per onorare il campo e non falsare il torneo. Ebbene, pur con tutte queste attenuanti, emerge una squadretta che ha fatto vedere le streghe al più quotato avversario costruito per navigare nelle prime posizioni della classifica.

La goleada del Milazzo non c’è stata, ma neanche la mortificazione della formazione di Campanella, da lodare al massimo proprio per le attenuanti prima descritte. Il Vittoria in certi frangenti sembrava corresse di più dell’avversario sopra un terreno che di campo di calcio ha solo le geometrie rettangolari.

L’inizio appare scontato, rispetta le previsioni della vigilia. Con il Milazzo che sblocca subito la gara ancora a freddo, come dare un pugno allo stomaco dell’avversario. Patti compie un fallo da tergo sull’out sinistro e Camarda con uno dei suoi calci piazzati calibrati sorprende Di Carlo in netto ritardo sul volo. Ora sarà un tiro al bersaglio, hanno pensato i circa 100 spettatori. Invece il Vittoria ha tenuto a testa alta il gioco del Milazzo, anzi, intorno alla mezz’ora ha messo pure paura agli ospiti: ma con un attacco composto da Patti, Commendatore e Di Rosa andare al tiro è stata impresa ardua. Nel primo tempo accade che Parisi tira di poco fuori alto sulla traversa al 11’ e che i biancorossi protestano per un calcio di rigore non concesso. Nella ripresa il Vittoria crolla nel suo migliore momento di aggressività. Al 5’ Bevilacqua tira debole da buona posizione e Commendatore sfiora la traversa al 20’. Gli ultimi 25 minuti mettono i brividi. Il Milazzo raddoppia con Venuti su cross di Ancione e al 30’ triplica ancora con Venuti che mette dentro a porta vuota su assist di Calderone. In entrambe le reti c’è la corresponsabilità di una difesa non proprio attentissima.

Partita chiusa? No, la riapre l’arbitro. Al 38’ concedendo un rigore per atterramento di in area di Commendatore e al 40’ indicando di nuovo il penalty per fallo su Bevilacqua. Citronella (nella foto segna il secondo penalty) fa la doppietta. Per vedere se c’era il primo rigore servirebbe la moviola, per il secondo forse nemmeno quella. Del Vittoria sono piaciuti su tutti Citronella, Giudice e Bevilacqua. Nel Milazzo sottotono spicca solo Camarda.