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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 471
VITTORIA - 11/04/2014
Sport - Calcio, Eccellenza: la dirigenza si riunirà per mettere a punto i programmi per la prossisma stagione

Futuro incerto per il Vittoria. Possibile anche la cessione del titolo

L’ipotesi maggiormente concreta sembrerebbe quella del Vittoria in Eccellenza ancora un altro anno Foto Corrierediragusa.it

Tutto fermo in casa Vittoria. Almeno per un’altra settimana. Con il campionato di Eccellenza ormai alle spalle – salvezza centrata con 46 punti in 30 giornate – si cerca adesso di intuire le possibili alternative che chiamano in causa il futuro del Vittoria calcio. E al momento, oltre che piene di confusione, sono tutt’altro che rosee. Inutile girarci intorno come se niente fosse, ma la realtà e che non c’è ancora uno stralcio di programma attendibile e con risorse economiche in grado di sostenere la squadra. Pure il tecnico Giovanni Campanella è stato chiaro la settima scorsa, sbilanciandosi e dichiarando di non poter rimanere a Vittoria senza una programmazione solida e ben gestita in ambito societario. Il che vuol dire una cosa sola: ci vogliono garanzie monetarie di un certa consistenza dall’inizio fino alla fine della stagione agonistica.

Dunque come verrà progettata la prossima annata biancorossa? Tra strade più o meno percorribili e altre invece pura utopia (come nel caso di un ripescaggio in serie D. E spiegheremo anche il perché) per adesso l’ipotesi maggiormente concreta sembrerebbe quella del Vittoria in Eccellenza ancora un altro anno. Ricordiamo che occorrono 12mila euro per l’iscrizione, da garantire entro il giorno 5 del mese luglio prossimo in prima rata (sì, proprio quella famosa somma che stava per far radiare i biancorossi lo scorso novembre) per poi procedere all’assemblaggio di un organico tutto da reinventare. Oppure – realtà più vicina di quanto si possa immaginare – ripartire dal gruppo esclusivo di locali vittoriesi alle prese con l’Eccellenza.

Ma in questi giorni, pensate, si vocifera persino di una probabile quanto «rischiosa» - a nostro dire - domanda di ripescaggio per la serie D. E’ vero che la società biancorossa potrebbe essere tra le papabili al ripescaggio (soltanto perché non ha mai usufruito di questa opportunità da quando è nata come «Città di Vittoria») ma è anche vero che gli esborsi economici verrebbero addirittura quintuplicati. E dove sono i soldi se fino all’altro ieri non si riuscivano a racimolare 3000 euro per saldare l’iscrizione al campionato già scaduta? Una sola domanda di ripescaggio in D in vale 50 mila euro in corrispondenza alla successiva iscrizione (con una prima tranche di 31 mila da presentare entro il 30 giugno) e la squadra? Quale organico mettere in piedi per la Lega Nazionale Dilettanti? L’esempio Ragusa (unito a quello di tante altre realtà protagoniste in negativo del nostro calcio siciliano e puntualmente fallite) non è tanto lontano; perché un campionato disastroso in serie D potrebbe rilevarsi autentico suicidio per una piazza come Vittoria già stanca e frustrata da anni di delusione e mancate promesse. Ovviamente tutto da smentire nel caso in cui un magnate di tutto rispetto e credibile nel vero senso della parola dovesse rendersi benefattore dei colori biancorossi. Ci sarà tempo, insomma, per decidere e soprattutto capire quale sarà il futuro del Vittoria calcio, ma quello di cui si rimane certi in queste ore è il via libera dell’intera rosa.

La squadra è stata sciolta e con essa anche gli uomini della dirigenza. L’incontro (insieme a Campanella, Barravecchia, D’Iapico, Giaquinta e altri dirigenti) ci sarà tra qualche settimana, e non è da escludere anche l’idea della cessione del titolo.