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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 887
VITTORIA - 12/02/2014
Sport - Calcio, Eccellenza: il pari interno con la capolista Tiger fa bene almorale

Vittoria bello a metà ma in serie positiva da tre giornate

Campanella: "Nel primo tempo abbiamo giocato una gran bella partita, chiudendo i varchi nella giusta maniera"
Foto CorrierediRagusa.it

Tre pareggi in tre partite tornano a smuovere la classifica del Vittoria. Anche se i 3 punti messi di lato con Taormina, Viagrande e Tiger non rappresentano certo il massimo del profitto, sul piano del gioco, invece, e della compattezza tra i reparti rivelano invece più di un progresso svolto in avanti. Che la capolista Tiger abbia deluso al cospetto dei biancorossi, giocando una partita non all’altezza del blasone, (influiranno per caso le condizioni attuali dell’F.C Acireale in procinto di scomparire dopo lo scandalo contratti?) è abbastanza chiaro, ma di contro non va sminuito il buon lavoro dei padroni di casa messo in atto sul campo, con buona capacità di recuperare lo svantaggio e rischiando persino di vincere la partita sul finale di gioco. Insomma dopo il pareggio messo a segno niente corsa a barricate in difesa come di solito accade in circostanze simili.

"Abbiamo proprio rischiato di vincerla – ha rimarcato infatti Giovanni Campanella a fine partita – dimostrando un’importante voglia di fare gioco e creare pericoli fino alla fine. E questo al di là del nome che porta il nostro avversario. Per chi punta alla salvezza, esattamente come noi, si tratta di componenti decisive".

Una voglia di vincere, quella di cui parla il tecnico, che stenta però a trovare continuità nell’arco dei 90’. Con la Tiger infatti ci sono stati pure momenti di blackout. Da cosa dipende? "Nel primo tempo abbiamo giocato una gran bella partita, chiudendo i varchi nella giusta maniera e con tempismo corretto. Se contiamo ad esempio pure le occasioni da gol vengono fuori principalmente le nostre. Perché con Tosto e Arcidiacono il Vittoria ha rischiato ben due volte di segnare e portarsi in vantaggio. Ad inizio ripresa, invece, qualcosa ci è venuto a mancare, con la loro marcatura scaturita da un nostro errore e dalla stanchezza generale di alcuni miei ragazzi. Lo stesso Tumino - tesserato poco prima della partita di domenica - non si allenava da quasi un mese, e per certi aspetti deve recuperare sul piano atletico. Il risultato, quindi, non può che essere giusto e propositivo per il futuro".

E´ successo domenica:
VITTORIA-TIGER 1-1

VITTORIA: Pandolfo, Di Rosa, Patti, Tumino, Nobile, Citronella, Tosto, Crisafulli (20’ st Iapichino), Strano, Cocimano, Arcidiacono. A disp.: Amdendola, Gurrieri, Giudice, Cekani, Carnazza, Guglielmino. All. Campanella.

TIGER: D’Alessandro, Perricone, Falanca, Carrello, Di Napoli, Zingales, Lupo, Speciale (35’ st Salerno), Rametta (38’ st Messina), D’Agosta, Biondo (40’ st Elamraoui). A disp.: Fagone, Pettinato, Calabrese, Guercio. All. Bellinvia.

ARBITRO: Pompei Poentini di Pesaro

MRCATORI: 12’ st D’Agosta, 32’ st Strano su rigore

AMMONITI: Tosto, Falanca e Speciale


D’Agosta ritrova il gol nella porta «sbagliata» contro il suo ex Vittoria, ma il Tiger trema al cospetto di un avversario che partiva con i pronostici sfavorevoli sin dalla vigilia. Solo un miracolo a favore dei messinesi ha impedito al Vittoria di vincere la gara quasi a tempo scaduto. Un tiro a colpo sicuro di Luca Strano è stato prima smorzato da una deviazione della difesa e poi deviato in angolo dal portiere D’Alessandro intervenendo in volo. Sarebbe stato il 2-1.

La gara è stata piacevole e tirata agonisticamente, anche se sono mancate del tutto le giocate tecniche (solo per colpa delle pessime condizioni del campo?), ma dalla capolista ci si aspettava di più di quel che s’è visto. Una mezza delusione, considerato il calibro del parco giocatori, compreso il lusso di tenere in panchina Tindaro Calabrese. Degli ex vittoriesi, Rametta non ha brillato, mentre D’Agosta, braccato da un «mastino» come Patti, ha avuto difficoltà nelle sue giocate preferite, fatta eccezione per l’azione del gol quando s’è trovato tutto solo a porta vuota per insaccare facilmente. Non ha gioito e si è recato verso la curva dei suoi ex ultras quasi per chiedere scusa. D´Agosta è stato applaudito in occasione del gol e a fine gara.

Il Vittoria prima del gol di D’Agosta ha sprecato due ghiotte palle-gol con Tosto e Crisafulli al 15’ e al 16’. Poi nella ripresa la squadra s’è allungata rendendosi fragile a centrocampo e concedendo al Tiger più spazi nella manovra d’attacco. Un atterramento in area di Strano al 32’ ha favorito il rigore che lo stesso attaccante ha trasformato dal dischetto (foto) per il pareggio definitivo.