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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 596
VITTORIA - 07/12/2013
Sport - Calcio, Eccellenza: il ds Albergamo ha fermato le liste di trasferimento

Vittoria deve pagare rata iscrizione alla Lega. Gara con lo Scordia a rischio

Hanno lasciato i biancorossi Alosi (Città di Messina) Frittitta (Siracusa) Linguaglossa (Acireale 1946) Dall’Oglio (C. Messina) Casisa (Fiorenzuola) e Diop (Siracusa) Foto Corrierediragusa.it

Partita con lo Scordia a rischio. Tutto dipenderà dal pagamento o meno dell’ultima quota d’iscrizione al campionato, il cui termine di scadenza è previsto proprio per questa domenica. Dunque, se entro oggi non verranno versati alla Lega altri 3.500 euro, la società biancorossa rischierebbe parecchio a cominciare dalla sconfitta a tavolino, un punto di penalizzazione in classifica ed un’ulteriore sanzione intorno ai 500 euro.

Considerando la drammatica situazione - la squadra si è smobilitata – resta aperta anche l’ipotesi più grave, e cioè quella dell’annullamento della partita. Eventualità pronta a rincarare l’impotenza di una società giunta ormai al collasso. Non ci sono i soldi (in realtà non ci sono mai stati) per andare avanti, e adesso che quasi tutta la rosa non c’è più (il mancato pagamento dei rimborsi ai giocatori non poteva che portare alla solite conclusioni) diventa davvero difficile capire come si svilupperà il futuro del Vittoria. Nel caso in cui si dovesse giocare, invece, sarà gran parte della juniores a disputare l’incontro.

VITTORIA SMANTELLATO: SE NE VANNO IN SEI. CONTRO LO SCORDIA IN CAMPO JUNIORES

Alosi (Città di Messina) Frittitta (Siracusa) Linguaglossa (Acireale 1946) Dall’Oglio (C. Messina), Casisa (Fiorenzuola) e Diop (Siracusa) non fanno più parte della squadra biancorossa. Alla fine il giocattolo si è rotto, e con le liste di trasferimento firmate direttamente dal diesse Gaetano Albergamo nella giornata di ieri, i 5 atleti più rappresentativi del Vittoria hanno fatto le valigie e da domani indosseranno nuove casacche.

"Ho firmato personalmente – così Gaetano Albergamo – le liste di svincolo ai calciatori, e da questo preciso istante si alleneranno con i loro nuovi rispettivi compagni. Messina, Siracusa, Fiorenzuola e Acireale sono le attuali società dei nostri ex cinque atleti, e con molta certezza domani al «Comunale», contro lo Scordia, scenderà in campo la juniores del Vittoria, dato che durante la settimana non s’è allenato nessuno e persino il capitano Fabio D’Agosta sarà assente per squalifica. La posizione mia e dell’allenatore? Al momento faccio ancora parte di questo gruppo, ma sono diverse le società che mi cercano ormai da tempo. Con molta schiettezza non so come andrà a finire da queste parti, compresa la posizione del direttore sportivo, ma posso assicurare, e lo sostengo con rammarico, che una fine del genere dispiace a tutti. Non conosco infine la decisione di Lorenzo Alacqua, un tecnico che ha dato il massimo sin dal primo giorno di lavoro, ma resta il fatto di essere l’unico tesserato vincolato da contratto".

E dunque niente buone notizie – i due giorni di riserva, come sostenuto dal diggì D’Agosta, scadevano giovedì - nemmeno da parte del sindaco Giuseppe Nicosia (ma perché continua ad esporsi in prima persona ogni anno se poi, come sostiene, non ha né i mezzi né le persone adatte da inserire a fianco del progetto? L’esperienza Kamarina dovrebbe pur essere servita a qualcosa e invece ci si continua a prendere in giro) né da altri esponenti dell’Amministrazione comunale di Vittoria, tant’è che lo stesso presidente Giovanni Manoforte ha dichiarato: "Il sindaco? Aspettavamo sue notizie nell’arco di due giorni, così aveva detto, ma in realtà nessuno si è fatto vivo. Noi, come gruppo dirigente, ci siamo resi disponibili persino a lasciare l’intera società purché venga fatto il possibile per la salvezza del titolo. Non so cos’altro aggiungere, di sicuro domenica andrà in campo la juniores".

E dato che nessuno è in grado di dirci che ne sarà del Vittoria non ci resta che testimoniare l’evidente e più che mai chiaro stato delle cose: ovvero la fine inevitabile di una disciplina sportiva martoriata da anni dalla crisi economica e da inadeguate gestioni dirigenziali, in grado di esaltare una piazza con le parole (ma questo accade ormai da anni e non è un problema che nasce oggi) per poi deluderla con i (non) fatti un istante dopo.