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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1085
VITTORIA - 27/10/2013
Sport - Calcio Eccellenza: A fatica i biancorossi si impongono sull’Igea Virtus

Un gol di Valerio salva il Vittoria e la panchina di Alacqua contro l´Igea in 10

Dopo un discreto primo tempo, la squadra si smarrisce nella ripresa e si fa rimontare da un avversario in 10 per l’espulsione di Ravidà Foto Corrierediragusa.it

VITTORIA - IGEA VIRTUS 2-1

VITTORIA: Caruso, Di Rosa (17’st Valerio) Russo, Commendatore, Diop, Dall’Oglio, D’Agosta, Alosi, Frittitta, Casisa, Iapichino (17’st Nicolò). All: Alacqua.

IGEA VIRTUS: Scibilia, Crifò, Ravidà, Mento (16’st Genovese) Scolaro, Quattrocchi, Isgrò, D’Anna (36’st Pandolfo) Serraino (30’st Cannavò) Bella, Triolo. All. Ferrara.

ARBITRO: Cumbo di Agrigento

RETI: 44’pt Casisa, 33´st Cannavò, 44´st Valerio

NOTE: espulso Ravidà per gioco scorretto.


Il Vittoria vince 2-1 ma soffre il gioco dell’Igea Virtus per più di 45 minuti. Unica soddisfazione per la squadra di Alacqua non può che essere quella del ritorno alla vittoria e dei 3 punti conquistati in classifica: il resto è condito soltanto da tanta sofferenza aggravata per altro da una superiorità numerica (espulsione di Ravidà al 45’ del primo tempo) mai sfruttata in mezzo al campo dai biancorossi. A salvare il match da un pareggio che sarebbe stato inutile e fallimentare (come aveva persino dichiarato il presidente alla vigilia) una prodezza di Valerio (foto) quasi a tempo scaduto su assist di Frittitta (ancora una volta in penombra).

Insomma, se da un lato c’è da essere felici per il ritorno al successo contro una diretta concorrente, dall’altro rimane da interrogarsi a fondo sul gioco latitante ed a sprazzi di un Vittoria costruito con tanti sforzi e sacrifici economici dalla società di Giovanni Manoforte e Luca D’Agosta. L’idea è che ci sia ancora tanto da fare, a partire dalla definizione di un modulo di gioco ben più definito (contro l’Igea Alacqua ha cambiato 3 volte posizione ai suoi giocatori) e dal pieno reintegro in gruppo di un giocatore come Fabio D’Agosta, atleta simbolo della squadra nonché autentica risorsa della società. Dunque occorre una riflessione profonda considerando una attuale classifica non all’altezza di quella dello scorso anno (ed il Vittoria non aveva le stesse individualità di oggi) dove gli obiettivi di partenza erano la salvezza e non di certo i playoff.

La cronaca della gara comincia a favore dei padroni di casa. D’Agosta, Casisa e Alosi ci provano, ma per aspettare il gol del vantaggio occorre giungere al 44’ del primo tempo. Espulsione di Ravidà per gioco scorretto ai danni di D’Agosta e pennellata vincente su punizione di Peppe Casisa, che quando è in giornata ci ricorda di essere stato giocatore da serie C. Nella ripresa un Vittoria che non ti aspetti. Invece di mordere ai fianchi un avversario in 10 uomini e innervosito dall’espulsione – pessimo l’arbitraggio di Cumbo. Troppo giovane ed inesperiente per arbitrare una partita del genere – il Vittoria cede sotto i capovolgimenti di gioco ospiti. A sembrare in superiorità numerica sembrano gli ospiti, che spinti da una caparbietà agonistica maggiore prima sbagliano due gol già fatti (uno con Serraino e l’altro con D’Anna) e dopo si portano in parità con Cannavò appena entrato. Oltretutto non si capisce perché Alacqua abbia voluto rischiare in porta un giovane classe ’96 (Caruso) alla sua prima presenza in questo campionato in una partita così difficile e delicata.

Con un Vittoria in piena confusione ed un Igea rinvigorita dal gol il copione negativo sembra dunque ripetersi. Invece arriva la sorpresa della domenica firmata Valerio. Al 90’, su assist di Frittitta, l’ex comisano non ci pensa due volte e al volo di destro infila Scibilia nell’angolino basso. E’ il 2-1 che regala il successo ai biancorossi e che per certi aspetti salva gran parte di questa stagione. A fine partita, una rete annullata agli ospiti per fuorigioco fa scatenare polemiche e accesi diverbi sedati in tempo dalle forze dell’ordine.

«Abbiamo capito che per vincere – così a fine partita Luca D’Agosta – occorre talvolta giocare un po’ male magari dimostrandosi cinici. Occorreva soltanto tornare ai tre punti. Sugli episodi? Fanno parte del calcio. Come capitati a nostro sfavore in altre partite possono succedere anche agli avversari. Adesso pensiamo a come gestire meglio la settimana in virtù della trasferta di Acireale».