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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1203
VITTORIA - 08/05/2013
Sport - Volley, B2: il racconto della centrale Daniela Cianflone della gara giocata a Reggio Calabria

Minacce ed aggressioni a Gallico: incubo per il Kamarina

La società si rivolgerà all’autorità giudiziaria Foto Corrierediragusa.it

"Si sono spente le luci, sono entrati all’interno del campo e ci hanno accerchiato. Poi le urla in faccia, così forti da minacciarmi fisicamente; «se tieni alla tua pelle gioca male e perdi questa partita». Io e le mie compagne di squadra abbiamo vissuto un incubo".

Le parole inquietanti – legate alla triste vicenda accaduta in occasione della gara Gallico-Kamarina di sabato scorso – arrivano direttamente dalla centrale siracusana Daniela Cianflone, ancora incredula e scossa dopo quanto accaduto nel finale di partita. La Kamarina è già salva, la società calabrese necessita invece di punti decisivi per rimanere aggrappata alla categoria della B. Si disputa l’ultima gara del campionato, la posta in palio, dunque, è altissima, e dall’esterno del palazzetto ecco assistere all’inverosimile: «Se non sbagli la battuta e giochi per vincere verrete presi a colpi di pistola».

Continua così il racconto della giocatrice del Kamarina: "Impossibile descrivere la paura provata in quei momenti di panico, eravamo tutti con gli occhi dilatati e gli sguardi affannati, non credevamo a cosa stesse succedendo. Poi, subito dopo, l’aggressione al nostro vice allenatore Luciano Bennici e al massaggiatore Mario Di Vita, e le minacce non terminavano. Si sono spente le luci dell’impianto durante il tie-break e queste persone sono entrate liberamente dentro il campo. Qualcuno di noi ha avvisato le forze dell’ordine tempestivamente, prima che accadesse il peggio. Volevamo chiudere questa bruttissima stagione, già devastata di suo, con una vittoria, dando il massimo sul campo come sempre. Ma non è stato possibile, non per responsabilità nostra; sabato abbiamo assistito a qualcosa che con lo sport non ha nulla a che vedere. Personalmente vivo ancora gli incubi di quella sera. Un’esperienza negativa del genere non era mai capitata nel mondo della pallavolo. Siamo stati scortati fino al traghetto prima di ritornare a casa. La loro società avrebbe potuto fare qualcosa, invece niente; la parola sport significa ben altro. Al posto delle loro giocatrici – aggiunge la centrale - sarei uscita dal campo senza continuare a giocare. Adesso denunceremo tutto insieme alla società".

Altra testimonianza arriva dall’atleta Giuliana Di Emanuele: "Non appena arrivati sul posto – dice – si è capito subito in che ambiente eravamo capitati. Ma quando si è spenta la luce nel 3 set con il punteggio di 22-12 per noi, è saltato tutto. Invasione di campo e minacce nei nostri confronti. Cercavamo di capire attraverso l’arbitro cosa fare, ma di rassicurante nulla".

Dichiarazioni che lasciano sgomento e amarezza profonda. Mario Di Vita, il massaggiatore coinvolto quasi fisicamente annuncia: "Ci rivolgeremo alle autorità giudiziarie sportive di competenza. L’aggressione subita è intollerabile, bisogna fare chiarezza totale sulla vicenda, i valori sportivi sono lontani anni luce da realtà come quelle di Gallico".