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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 1087
VITTORIA - 15/04/2013
Sport - Volley: sconfitta in casa per la squadra di Gianni Azzara

Kamarina salva? Le atlete di parola, società e Comune no

La dolorosa testimonianza di Daniela Polito: «A Vittoria non tornerei mai più a giocare. Siamo state illuse». E dire che il volley doveva essere il primo sport della città!
Foto CorrierediRagusa.it

Sconfitta indolore sabato scorso al «Palasport» per la Kamarina Vittoria. Conquistata la salvezza matematica della B2 appena 7 giorni fa in trasferta, la formazione di Gianni Azzara nulla ha potuto al cospetto delle atlete siracusane più quotate tecnicamente sia sul piano del gioco che delle individualità. Tutto diventava ancora più difficile senza le due titolari in campo Daniela Giallongo e Giuliana Di Emanuele; la prima out per un infortunio alla caviglia rimediato in allenamento venerdì sera. Ma al di là della sconfitta contro la Finnova Costanzo, da registrare a fine partita l’ennesimo sfogo di una stagione, questa volto denunciato dall’atleta napoletana Daniela Polito, giunta a Vittoria da Ischia e senza «una lira» in tasca dal mese di settembre.

La denuncia della drammatica situazione, che oltre alla napoletana accompagna tutto il resto delle compagne di squadra, non può che partire così: "A Vittoria? – racconta Daniela Polito - non tornerei mai più a giocarci. La società si spiega e parla con i giornali ma qui al Palazzetto noi non vediamo mai nessuno, non ci rispondono nemmeno al telefono e di nuove notizie manco a parlarne. Il Comune ed il sindaco ci avevano garantito di risolvere la situazione al più presto nel mese di dicembre, invece è da dai primi mesi di campionato che siamo costretti a chiedere l’elemosina. Per me che vengo da fuori e non ho nemmeno chi può mantenermi in Sicilia tutto è diventato impossibile. Abbiamo difficoltà anche per mangiare e tutto il resto. Ci sentiamo calpestanti nella dignità. Ci hanno tenuti qui soltanto per salvare il titolo della B, illudendoci con false promesse e bugie. Anzi – continua la centrale campana - voglio approfittare con questa occasione per chiarire una cosa importante. Mi scuso con tutto il pubblico e la gente di Vittoria per il comportamento assunto dopo l’espulsione rimediata un paio di settimane fa. Le mie proteste nei confronti dell’arbitro potevano in qualche modo compromettere anche il risultato della partita, purtroppo sono giunte anche a causa della condizione difficile che viviamo tutti i giorni qui a Vittoria. Adesso – chiude l’atleta – finiamo il campionato, poi vedremo come agire nei confronti di chi ci ha preso in giro tutto l’anno, nessuno escluso".

A quanto pare, dunque, tutto rimane ingarbugliato in casa Kamarina, giocatrici e staff tecnico parlano di totale solitudine all’interno del Palazzetto. La parola, a questo punto, non può che passare al sindaco Giuseppe Nicosia («faremo della pallavolo il primo sport della città» aveva detto) nella speranza di capire perché e come mai il volley vittoriese sia sceso ad un livello così basso.