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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1420
VITTORIA - 13/01/2013
Sport - Calcio: i biancorossi vincono il derby con lo stesso punteggio dell’andata

Fabio D’Agosta giustizia il Comiso con una doppietta

L’attaccante si esalta contro il suo ex Comiso. Segna su rigore e poi di testa la rete che vale 3 punti. Lodevole la formazione di Borgese, andata in pareggio con Palermo, che a tratti ha fatto soffrire il Vittoria
Foto CorrierediRagusa.it

VITTORIA-COMISO 2-1

VITTORIA: Vitale, Di Rosa, Patti, Iapichino, Nobile, Bruno, D’Agosta, Bevilacqua, Rametta, Cocimano (45’ st Giudice), Crisafulli (20’ st Incardona). A disp.: Occhipinti, Sinito, Gurrieri, Moralese, Montineri. All. Campanella.

COMISO: Annese, Sferrazza, Ravalli, Cassibba, Bizzini, Pianese (1’ st Tumino Alessandro), Valerio, Privitera (31’ st Tumino Angelo), Yusuf kunbi, Calì, Nei (11’ st Palermo). A disp.: Iapichino, Abbate, Rimmaudo, Nigita. All. Borgese.

ARBITRO: Musumeci di Catania (assistenti Balletti e Caico di Agrigento)

RETI: 2’ pt D’Agosta su rigore, 17’ st Palermo, 26’ st D’Agosta


Come all’andata, il Vittoria batte il Comiso per 2 reti a una. Nel settembre del 2012 in casa verderancio andarono in gol D’Agosta su rigore e Cocimano; adesso a vestire i panni del «giustiziere» è solo D’Agosta, l’ex. E’ andato in gol su calcio di rigore a inizio di gara e ha riportato in vantaggio la sua squadra con una violenta incornata su cross di Cocimano al 26’ della ripresa dopo il pareggio momentaneo di Palermo. Due gol che valgono altri 3 punti, preziosi per la squadra di Giovanni Campanella, di nuovo in castigo per le irregolarità societarie dell’anno scorso, quando fu mandato in panchina al posto di Raciti senza che l’ingaggio fosse stato formalizzato del tutto in Lega.

L’influsso Campanella, i biancorossi lo sentono da dietro la rete di recinzione della tribuna B. Il tecnico dà ordini ai suoi e la squadra vince con merito contro un Comiso che ha disputato una buona partita, soprattutto dal punto di vista dell’impegno e dell’agonismo. Doti che a tratti hanno messo in difficoltà i biancorossi, certamente più dotati tecnicamente rispetto ai verderancio.

Il Vittoria inizia col piglio di chi vuole fare un sol boccone dell’avversario. E sazia la sua voglia di vincere al 2’ del primo tempo, quando l’arbitro decreta un rigore (atterramento in area di Rametta) che D’Agosta non sbaglia. Il gol a freddo si rivela un handicap per i padroni di casa, che anziché chiudere la gara la controllano a centrocampo senza creare troppi pericoli agli ospiti, che in verità si difendono bene e con ordine, così come fanno in fase d’attacco. Il primo tempo non fa registrare grandi emozioni, ma nella ripresa succede di tutto.

D’Agosta spreca un gol fatto al 9’ e Palermo, da poco entrato per Nei pareggia a porta vuota al 17’ a causa di uno svarione enorme della retroguardia di casa. Il pari stuzzica l’avversario più forte e infatti la reazione dei biancorossi non si fa attendere. L’arbitro annulla un gol a Bevilacqua ma al 26’ D’Agosta ristabilisce gli equilibri in campo con un micidiale colpo di testa scaturito da calcio piazzato. Segue un periodo di attacco alla porta di Annese, perché il Vittoria vuole chiudere la gara per non correre rischi, ma D’Agosta e Cocimano mancano il terzo gol più volte concedendo al Comiso l’illusione di poter pareggiare in quelle pericolose e sporadiche incursioni in contropiede.

Nella foto in alto, un attacco del Vittoria. D´Agosta con il numero 7 controllato dal vittoriese Sferrazza del Comiso, numero 2