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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 979
VITTORIA - 05/09/2012
Sport - Calcio, Eccellenza: la società non promette nulla e vola basso

Tempo di austerity per il Vittoria, si parla solo di salvezza

Ben 11 locali in rosa, a cominciare da Fabio D’Agosta che ha cominciato alla grande la stagione
Foto CorrierediRagusa.it

A Vittoria la storia è diversa. Quest’anno niente alternative: come obiettivo principale c’è da pensare esclusivamente alla salvezza. Lo affermano con intelligenza anche in società, dove il presidente riconfermato Salvatore Barravecchia non ci ha pensato un attimo prima di ricadere nello stesso errore. Mai prendere in giro i propri tifosi, e siccome negli ultimi due anni tutto è stato fatto tranne che mantenere le promesse (di questi tempi, secondo i programmi fissati 3 anni fa, dovremmo trovarci come minimo in Seconda Divisione) questa volta meglio volare basso.

D’altronde sono aumentati anche i tempi di austerity, con crisi economiche di un certo tipo a gravare sulle spalle delle società. Dunque via al «reset» dopo due stagioni in cui a lasciarci le penne (calcisticamente parlando) sono stati in tre: Carmelo Vindigni, la famiglia Mascara insieme allo stesso Salvatore Barravecchia. Ovviamente con tutto il resto che ne segue: 4 allenatori in due anni, spese e sprechi a destra e a manca per ritrovarsi alla fine con il solito pugno pieno di mosche in mano. Rimane un unico e triste dato di fatto: Vittoria e l’Eccellenza dovranno continuare a convivere ancora per un po’ di tempo. Qualcosa di assurdo per una piazza come quella biancorossa, dove nel passato la serie D rappresentava quanto meno un senso di maggiore dignità.

Ma occorre rassegnarsi ai pensieri del passato (per adesso!) e cominciare a capire come sia possibile costruire un progetto di rinascita. Un punto di partenza logico e strutturale lo hanno messo in piedi gli stessi dirigenti, restituendo gran parte del Vittoria ai calciatori vittoriesi. Nel totale parliamo di ben 11 locali, divisi tra grandi e juniores. Una soddisfazione che ha regalato i suoi primi frutti in coppa Italia (senza illudersi ovviamente) dove la squadra allenata ancora una volta dal tecnico etneo Giovanni Campanella, è riuscita a disputare una buona partita mettendo in luce le prestazioni positive di diversi locali.

Su tutti Fabio D’Agosta, finalmente a casa dopo aver reso felici i tifosi di Comiso e Santa Croce negli anni passati. E poi ancora i giovanissimi Fabio Bonifazio, Leandro Scifo, Giuseppe Saracino, Matteo Iacopino, Salvatore Gurrieri, Leandro Di Rosa, Stafano Vasile, per arrivare ai più grandi Giacomo Patti, Robert Pecorari e Fabio Citronella. Eccolo qui il gruppo di biancorossi nel sangue. Per loro una grande prova che si prospetta piena d’orgoglio; unica chance rimasta per dimostrare che sui vittoriesi si può ancora contare, e non soltanto nei periodi di crisi o quando nessun altro giocatore è disposto a vestire la casacca biancorossa. Al di là degli obiettivi conteranno corsa, sacrificio, rispetto e voglia di dare il massimo. E’ questa la marcia in più che gli 11 locali messi a disposizione di Campanella dovranno ingranare di fronte al proprio pubblico di casa.

Esempio da coniugare insieme alle prestazione dei veterani: Massimo Nobile, Filippo Raciti, Marco Crisafulli e Cosimo Montalto. Un mix di esperienza che dovrebbe fare al caso giusto dell’allenatore Giovanni Campanella. Intanto in attacco è arrivato un volto nuovo, quello della punta Marco Livia proveniente dall’UPD Scicli e nella passata stagione anche al Modica Calcio.