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VITTORIA - 22/07/2012
Sport - Calcio: la squadra tra (poche) novità e riconferme

Comincia a prendere forma il Vittoria di Campanella

Di vittoriesi che potrebbero far ritorno nella loro casa d’origine sono in tanti

Pian piano comincia a prendere forma il nuovo Vittoria di Giovanni Campanella. Nuovo, si fa per dire; basti pensare che i primi nomi ufficiali sono quelli degli ex Cavone, Rizzo, Incardona, Vasile, Giovanni e Giulio Rotondo. Strategie di mercato prettamente locali. D’altronde non potrebbe essere diversamente calcolando quelle che attualmente sono (e continueranno ad essere) le ristrettezze economiche della società per la stagione in corso.

Ma di vittoriesi che potrebbero far ritorno nella loro casa d’origine sono in tanti: da Giacomo Patti a Fabio D’Agosta. Anche se qui il discorso è diverso. Il centrocampista che ormai da anni veste biancorosso non è del tutto convinto di rimanere ancora alla corte di Salvatore Barravecchia (tra l’altro si è fatto insistentemente avanti il Comiso) mentre per l’attaccante D’Agosta (ottime le sue stagioni in terra casmenea) sarebbe la prima volta in assoluto con il nuovo Città di Vittoria. Per questi ultimi due, in ogni caso, molto dipenderà dalle varie offerte di mercato che arriveranno. Sui juniores Campanella stringe parecchio per il centrale di difesa Maniscalco (adattabile anche come terzino nel suo 4-3-3); ma non è detto che il difensore non valuti in questo momento altre possibilità, come ad esempio Comiso.

Con lui potrebbe andare in maglia verdarancio anche un altro promettente centrale vittoriese di proprietà dello Junior Vittoria: Giuseppe Sferrazza (richiesto la scorsa stagione sia da Salvatore Barravecchia che da Pino Rigoli al Ragusa) classe ’94 quest’anno al Santa Croce. Sui nomi che dovrebbero far capo all’allenatore Campanella, invece, ecco Montalto, Nobile e Crisafulli. Discorso mercato a parte ci sono tanti altri scenari da valutare. Non conosciamo ancora il livello del prossimo campionato di Eccellenza, quindi sarebbe prematuro parlare di sofferenza in tal senso. Ma difficilmente crediamo che si possa riaccendere l’entusiasmo in città con un organico simile e con obiettivi di sopravvivenza. Anche se a questo punto non rimangono altre soluzioni, non ci resta che incitare questi ragazzi a dare il massimo per il campionato che verrà.

Tutti abbiamo ancora vivo il ricordo delle ultime giornate al Comunale; pochissima gente con un silenzio tra gli spalti quasi assordante. E’ un momento difficile per il nostro calcio, gli ultimi due anni gestiti in maniera scellerata tra liti, cordate incomprensibili, ed infiniti errori tecnici, hanno quasi cancellato anni e anni di passione vissuti la domenica allo stadio. Rimbocchiamoci le maniche subito, sperando che un Vittoria pieno di locali non si trasformi in squallida conseguenza, ma che diventi fattore d’orgoglio: per tutti!