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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 604
VITTORIA - 28/04/2012
Sport - Calcio: cala il sipario su una delle più brutte stagioni biancorosse

Vittoria-Messina, blasonate deluse rimandate a settembre!

Per i peloritani una gita in terra iblea, per il Vittoria l’attesa dello sciogliete le righe. Il futuro? Tutto in alto mare, ma l’estate porterà consigli

Meno uno! E’ questa l’esclamazione più ricorrente nell’ambiente biancorosso dopo l’ultimo derby giocato in casa del Comiso. Adesso via con il Messina, una partita che non vale la pena neanche commentare la vigilia e i pronostici, e poi stop per sempre alla stagione in corso con la speranza che si porti via con sé tutte le scorie accumulate. Il conto alla rovescia, d’altronde, in casa Vittoria era già iniziato da un pezzo, perché di un campionato come l’attuale ne abbiamo già fin troppo fino alla nausea.

Non si può mai gioire per una sconfitta, questo è ovvio, anche se a questo punto speriamo tutti che il Comiso di Peppe Borgese possa trarre massimo beneficio dai tre punti contro i biancorossi e centrare al più presto l’obiettivo della salvezza diretta in Eccellezza. Almeno si tifa per la Provincia, con Ragusa meritatamente in serie D (è stagione da record per la squadra messa in piedi da Pino Rigoli e Cesare Sorbo) e Vittoria, Comiso e Modica salve. Il resto? Mediocrità.

Vedere quanto pubblico c’era al Comunale di Comiso e verrà più facile darsi una risposta. La gente è ormai stanca di andare allo stadio, non c’è più quella voglia di calcio che tanto ha caratterizzato le nostre città negli ultimi anni, viceversa si respira soltanto apatia. Immaginare un futuro roseo sembra quasi impossibile (ma questo discorso vale per tutte le realtà calcistiche dell’ipparino) per non parlare di imprenditori con voglia d’investire (senza loschi e oscuri interessi alle spalle) e riqualificare la propria città anche attraverso lo sport.

Signori, è triste, ma questa è la dura e cruda realtà di un calcio ormai abbandonato a se stesso; un calcio che non trasmette più emozioni, che non suscita interesse. Quante volte abbiamo sentito persino il presidente del Ragusa Giuseppe Rimmaudo chiamare a raccolta i propri tifosi? E pensare che gli azzurri hanno appena disputato una stagione stratosferica, vincendo un campionato senza nemmeno una sconfitta. Ma la gente al campo? Togliete anche lì i derby con il Vittoria e la sfida al vertice contro il Messina e la delusione sarà ancora più grande. Qualcuno ha detto in passato che il calcio «è il più bel romanzo popolare» e noi da queste parti ne stiamo perdendo l’autenticità, incuranti del fatto che attraverso lo sport si cresce e ci si forma al pari della vita di tutti giorni. Accade ovunque, per via di scandali, scommesse, di ogni tipo di irregolarità. Una cosa però non bisogna perderla. La voglia di tornare a crescere, di credere nei giovani unica speranza del calcio dilettantistico.

Dice bene Salvatore Barravecchia quando afferma che il 90 percento di giovani vittoriesi si dedica al calcio: ebbene ripartiamo da loro, pensiamo a ricostruire le basi, i settori giovanili, con tecnici validi in ogni settore, dai pulcini per finire alla prima squadra. Questo calcio ha bisogno di serietà, di coerenza con i propri progetti e reali possibilità. A qualcuno tutto questo potrà sembrare pura utopia, ma noi abbiamo l’obbligo e il dovere di non arrenderci e tornare il più presto possibile a tifare con orgoglio e dignità i colori delle nostre squadre del cuore allo stadio.