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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 992
VITTORIA - 04/10/2011
Sport - Il tecnico Lucenti analizza la prima sconfitta del campionato

Ad Acicatena un campanello d’allarme che fa riflettere

Brucia la scoppola rimediata in superiorià numerica. Contro l’Avola in casa, biancorossi attesi al riscatto

Lo 0-1 del Vittoria ad Acicatena, e per giunta in vantaggio di 3 uomini dal 75’ in poi, è la dimostrazione di come nel calcio i pronostici siano impossibili. Nemmeno il più inguaribile pessimista poteva immaginarsi una debacle di questo genere. Quanti prevedevamo una passeggiata biancorossa, niente da fare: ad Acicatena è stata una catastrofe. Due tiri in porta nell’arco dei 90’ (entrambi con Filicetti su punizione) il resto è stato autentico vuoto, zero assoluto. Infine il giovane portiere Di Benedetto (per la categoria non è ancora pronto) ha concluso la festa con una papera madornale, in occasione del vantaggio locale, costata carissima alla squadra allenata da Lucenti.

Una giornata storta come può capitare a chiunque? Mettiamola così, d’altronde addossare dopo la prima sconfitta della stagione tutte le colpe ad allenatore e giocatori potrebbe rivelarsi affrettato. E senza fare rumore, meglio voltare pagina e cercare di dimenticare in fretta una domenica nata male e conclusasi peggio. Questi episodi fanno parte del calcio ed una volta tanto occorre accettarli. Attenzione, però, al campionato, perché sta per entrare nella sua fase più calda; fase in cui il Vittoria di Lucenti, d’ora in poi, non potrà permettersi di sbagliare ancora. Il torneo lo vincerà difatti chi saprà armonizzare gli sforzi e le delusioni di un’intera stagione agonistica.

LUCENTI
Non si tratta sicuramente di una piccola delusione la batosta di Acicatena. Per Gaetano Lucenti, ogni sconfitta esterna riaffiora i problemi della passata stagione, dove lontano da casa riuscì a totalizzare pochissimo. Ma il Ragusa di un anno fa – che giocava in trasferta a volte anche con cinque juniores - non è il Vittoria di oggi – che in trasferta ci va invece con cinque titolari in panchina – quindi meglio pensare già da ora a come risolvere il problema.

Nei giorni scorsi abbiamo parlato di un Vittoria brutto ma vincente. Domenica è arrivata la prima sconfitta. Oltre al discorso tecnico ancora da migliorare, non pensa che l’abbondanza di giocatori comporti un problema di gestione all’interno dello spogliatoio?

«Questo è un discorso chiarissimo- afferma il tecnico- Ho una rosa che ha cambiato e continua a cambiare in corso d’opera tanti giocatori, per un totale di almeno 30 elementi. Troppi. Chi rimane fuori e non gioca è scontento, perché tutti giustamente hanno il diritto di chiedere un posto da titolare. Purtroppo in campo si va in 11 e questo mi porta a fare delle scelte. Quando si cambia pelle troppo spesso diventa difficile lavorare. La soluzione cercheremo di trovarla a dicembre con la riapertura delle liste. Lavoreremo molto in uscita. Per quanto riguarda il discorso tecnico – continua Lucenti - c’è da lavorare in diverse circostanze, soprattutto mentali, perché al Vittoria manca ancora la giusta cattiveria, quella prepotenza in grado di portare a casa i risultati».

Cosa risponde a chi critica Lucenti per il solo fatto di essere un ragusano seduto sulla panchina del Vittoria? «Dico di giudicarmi dai risultati, per l’impegno e il lavoro che svolgo come tecnico. Tutto il resto è poco serio e fa capo a circostanze che non mi appartengono».