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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1147
VITTORIA - 17/11/2010
Sport - Calcio Prima Categoria: i dirigenti scoglittesi stanchi di subire torti arbitrali

Scoglitti soccer: gli arbitri vittoriesi ci danneggiano

Due gli episodi eclatanti che hanno portato la società scoglittiese ad agire con un esposto al Comitato di designazione arbitrale. «Non vogliamo più arbitri vittoriesi nelle nostre partite. Con i catanesi e siracusani si può dialogare, con loro è impossibile». C’è un problema sicurezza: partite di categoria minore si giocano senza forze dell’ordine

Foto CorrierediRagusa.it

Salvatore Iapichino, dirigente dello Scoglitti Soccer, vuota il sacco contro i presunti torti arbitrali subiti dalla sua squadra. «Siamo stanchi di continuare a subire un trattamento così scadente da parte degli arbitri, in particolar modo da quelli vittoriesi. Per colpa di inesattezze e rigori inesistenti lo Scoglitti ha 4 punti in meno in classifica: in poche parole saremmo al primo posto».

La società ha fatto ricorso in Lega dopo l’ennesimo errore: «In settimana abbiamo mandato un esposto al Comitato di designazione arbitrale perché non vogliamo più arbitri di Vittoria durante le nostre partite. Come mai con quelli di Catania e Siracusa si può discutere e con quelli di Vittoria è impossibile?».

GLI EPISODI CONTESTATI
Scoglitti-Netina e Scicli-Scoglitti sono le due partite maggiormente incriminate. Gli arbitri in questione sono i vittoriesi Salvatore Cucuzzella e Simone Carpenzano, rei, secondo la versione dei fatti denunciata da Iapichino, di aver svantaggiato lo Scoglitti. Ben due calci di rigore assegnati al 92’ (Scoglitti-Netina) e al 94’ nell’ultima domenica a Scicli.

«Contro la Netina- descrive Iapichino- per un fallo dubbio commesso fuori area al 92’ Cucuzzella non ha esitato a fischiarci contro il rigore. Ma la cosa più grave è stata compiuta a fine partita, quando l’arbitro ha falsato il referto sostenendo di essere stato aggredito da un dirigente dello Scoglitti. Una falsità che c’è costata un’ammenda di oltre 500 euro. Domenica scorsa infine la classe arbitrale ha toccato il fondo».

L’altro episodio incriminato questa volta è il calcio di rigore fischiato al 94’ della partita dall’arbitro Simone Carpenzano (anche lui vittoriese) che ha permesso alla capolista Scicli di agguantare il pareggio nei minuti finali. La dinamica che segue al calcio di rigore ha dell’angosciante.

L’INVASIONE
«Chi ha visto la partita- continua il dirigente - sa come sono andate realmente le cose. La gara contro lo Scicli si disputava a porte chiuse quando intorno al 30’ della ripresa circa una dozzina di persone non identificate si sono predisposte a bordo campo con la chiara intensione di mettere sotto pressione il direttore di gara».
Ci sarebbero state forme d’intimidazione? «L’arbitro avrebbe dovuto sospendere almeno l’incontro per regolamento, perché non è possibile che soggetti sconosciuti e non autorizzati entrino nel campo durante una partita di calcio. Ciò non è stato fatto e Carpenzano è caduto sotto la pressione dei tifosi ospiti. A pagarne siamo stati noi perché alla prima buona occasione gli ha concesso un rigore inesistente e per giunta a tempo scaduto. Ripeto, noi siamo una società seria, certi comportamenti e modi di fare calcio non ci appartengono, ma pretendiamo rispetto da parte della Lega e della classe arbitrale. Non vogliamo pagare per colpe che non sono nostre. Finora non riscontriamo un solo episodio a nostro favore».

IL PROBLEMA DELLA SICUREZZA
Alla luce di questi gravi fatti, l’interrogativo sorge spontaneo. Come mai nei campi di Promozione, Eccellenza e serie D, il servizio d’ordine allestito è così pignolo mentre in campionati di Terza, Seconda e Prima categoria, dove accade di tutto, dalle risse alle invasioni di campo, non ci sono predisposizioni efficienti a tutela della sicurezza pubblica e degli stessi arbitri? Si giocano partite senza neanche una pattuglia di Vigili urbani. La violenza negli stadi non si può ritenere soltanto un problema da serie A.