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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 833
VITTORIA - 27/09/2010
Sport - Sport minori: pallavolo, tennis e basket scompaiono dalla mappa sportiva

Anno nero per lo sport, a Vittoria sopravvive solo il calcio

La crisi economica investe anche il settore sportivo. Nessuno sembra voler scommettere in altre discipline. Sintomo incurabile? Il coach Giuseppe Lombardo prova a spiegare perché

La serie B del vecchio Kamarina volley e la C1 regionale dell’allora Boscorinelli, sono storie di sport vittoriese che difficilmente potranno ripetersi. Mettiamoci anche il tennis, dove la Virtus Vittoria s’è vista portar via anche la serie B, per merito di una retrocessione sfortunata. Lo sport vittoriese, insomma, vive un momento nero dopo le ultime stagioni vissute in negativo.

Sopravvive solo il calcio, dove ancora oggi c’è chi investe a proprio rischio e vantaggio. Cosa che non accade in tutte le altre discipline sportive, dalla pallavolo, al basket, all’atletica, perché la crisi ha segnato un duro colpo. La Val d’Ippari, che avrebbe dovuto partecipare nuovamente al campionato regionale di basket in serie C2, non s’è iscritta al campionato e dovrà ripartire dalla Promozione.

Non in condizioni migliori si trova lo stato del volley, dove l’ultima retrocessione registrata dalla società di Elio Murgana ne ha ridimensionato storia e passione. Segnali che lasciano spazio ad un forte rammarico generale, perché senza lo sviluppo e l’incremento dello sport, a risentirne è soprattutto lo sviluppo sociale di una città. Questione di finanziamenti? Anche. «Perché nel calcio – dice il coach della Victoria Docet Giuseppe Lombardo – è più facile trovare gente disposta a mettere soldi, mentre nelle altre discipline quali ad esempio la pallacanestro si trovano maggiori difficoltà».

-Ma un ente pubblico come il Comune, che ruolo ha in tutto questo?

«L’Amministrazione fa il suo dovere anche se con notevoli ritardi. Pensate che noi della Victoria Docet, come capita spesso anche ad altre società sportive, abbiamo preso i contributi comunali del 2009 nel settembre del 2010. Per andare avanti siamo costretti ad autotassarci, altrimenti resteremmo fuori».

-E’ solo il calcio, dunque, ad avere privilegiare in tal senso?

«Nel calcio c’è gente che ha un peso maggiore rispetto a chi si occupa e cerca di portare avanti altre discipline. Ci sono più interessi e soprattutto c’è più gente che segue le partite. Il resto non riuscirei a spiegarmelo».

-Che futuro si prospetta per lo sport a Vittoria?

«Per il momento non vedo possibilità di risalita, l’unica soluzione fa capo ai giovani. E’ lì che bisognerebbe investire. E invece sia nel calcio che in qualsiasi altra disciplina sportiva si chiamano giovani di fuori lasciando a casa i vittoriesi. Porto il mio esempio. Siamo una squadra di pallacanestro che milita in serie D – oggi prima squadra della città - composta da soli vittoriesi, e per andare avanti siamo costretti ad autotassarci».