Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 20 Agosto 2017 - Aggiornato alle 11:02 - Lettori online 574
SANTA CROCE CAMERINA - 08/01/2017
Sport - Calcio, Promozione: sul campo di Zia Lisa si è giocato a porte chiuse, partita moto combattuta

S. Croce, contro Atletico Catania un pari che sta stretto

Nel secondo tempo ospiti in 10 per espulsione di Hydara. Gli uomini di Lucennti reclamano un rigore Foto Corrierediragusa.it

Atletico Catania-S. Croce: 0–0

Atletico Catania: D’Antone, Vaccaro, Stancamipiano, Spitaletti (1’st Pesce), Fascino, Semprevivo, Sottile, Santanna, Di Santo (27’st Simone), Signorelli, Copia. All.re Proto.

S. Croce: Annese, Jatta, Greco, Giarrizzo, Alma, Pianese, Iozzia, Hydara, Faye, Scudera, Ferrante (45’st Guarino). All.re Lucenti

Arbitro Riccobene di Enna
Note:Espulso Hydara per doppia ammonizione al 15’st. Ammoniti: Signorelli e Copia (AC); Iozzia e Scudera (SC).

Pareggio pieno di recriminazioni del Santa Croce contro l’Atletico Catania sia per le occasioni sciupate dai biancoazzurri, soprattutto nel primo tempo, sia per una clamorosa decisione dell’arbitro nella ripresa che non ha concesso un rigore contro l’Atletico per un evidente fallo di mano in area di un difensore locale. Se a questo si aggiunge il clima di intimidazioni operato verso il direttore di gara, sebbene la partita si giocasse a porte chiuse, è chiaro come ancora una volta il Santa Croce paga caro giocare in terra catanese. La terza forza del campionato, che all’andata aveva sconfitto i biancoazzurri nella prima di campionato, mostra la forza del fattore campo, pressione e convinzione ma poca concretezza, grazie anche all’ottima prestazione del portiere Annese, che ritornava titolare dopo più di un mese e del reparto difensivo biancoazzurro che ha retto bene la pressione dei locali.

Primo tempo equilibrato con i padroni di casa più appariscenti nella gestione del gioco ma con il Santa Croce che realizza le più chiare occasioni da rete. Predominio rossoblù nei primi quindici minuti di gara con alcune occasioni da rete la più pericolosa da un colpo di testa di un attaccante locale che Annese riusciva a sventare. In questa fase l’Atletico era capace di fluidificare meglio sulle fasce con cross pericolosi che mettevano in difficoltà la retroguardia avversaria. Dopo i primi quindici minuti usciva fuori però il Santa Croce che riusciva a costruire più degli avversari giungendo al 30’ ad una doppia ghiotta occasione da rete. Iozzia sulla fascia destra veniva servito da Ferrante, entrava in area e, sebbene defilato, lasciava partire un tiro angolato che si stampava sul palo. La sfera rimbalzava nell’area piccola dove Faye, a porta vuota con il portiere fuori dai pali, non trovava la coordinazione e mancava anch’egli la rete del vantaggio. Dopo qualche minuto Ferrante solo davanti al portiere compiva un dribbling di troppo per coordinarsi venendo raddoppiato e perdendo l’occasione per andare in rete. Il finale di tempo era sempre di marca biancoazzurra con i suoi avanti che però non riuscivano a scavalcare la difesa locale.

La ripresa presentava lo stesso canovaccio con i locali rossoblù locali che iniziavano la frazione mantenendo il pallino del gioco, operavano con lanci cross e pressione sul centrocampo e con la difesa biancoazzurra che agiva di rimessa anche perché al 15’ veniva espulso Hydara per doppia ammonizione. Al 20’ Ferrante aveva una buona occasione: lanciato verso la porta anziché tirare o giungere fino all’area piccola, produceva una palombella che il portiere sventava. Al 34’ da un tiro ravvicinato in area un difensore tratteneva la sfera con la mano ma il direttore di gara, visto il clima surriscaldato, non se la sentiva di assegnare il rigore adducendo un ipotetico fallo per gamba tesa precedente di un giocatore ospite. Il Santa Croce stringeva i denti e giungeva al fischio finale sullo 0-0 con il rammarico delle occasioni sciupate anche se un pareggio alla vigilia sarebbe stato salutato come un risultato positivo.
(foto: Scudera)