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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 672
SANTA CROCE CAMERINA - 08/03/2015
Sport - Calcio, Promozione: i due gol degli etnei nei minuti di recupero di entrambi i tempi

S. Croce "stregato" perde a Catania in pieno recupero

Non ha convinto per niente l’arbitraggio che ha penalizzato oltremodo i biancazzurri Foto Corrierediragusa.it

Città di Catania – Santa Croce 2 – 1
Marcatori: 50’pt Messina, 35’st Bonarrigo (rig), 52’st Romano

SANTA CROCE: Annese, Sammito, Basile (15’st La Vaccara), Scribano, Ragusa, Cassibba, Piluso, Ruscica, Puma (20’st Iurato), Bonarrigo, Incadona. All.ri Buoncompagni e La Vaccara

Arbitro: Puglisi di Siracusa.


Incappa nella classica partita «stregata» il Santa Croce con il risultato di perdere malamente per colpa di due tiri da calcio d’angolo e gol di testa a tempo scaduto e oltre i minuti concessi di recupero dall’arbitro, sia nel primo che nel secondo tempo. In un terreno pesante dove non è stato possibile ad entrambe le squadre poter esplicare un gioco soddisfacente, il Santa Croce si è trovato invischiato in una gara «imbalsamata» dagli avversari che hanno avuto gioco facile con un fondo del campo che ha ridotto al minimo le capacità tecniche dei biancazzurri, imbrigliati nel classico «non-gioco» prodotto da una formazione inferiore per qualità tecniche. In questo contesto ancora una volta si è inserito un pessimo arbitraggio che non ha saputo tenere a freno gli umori dei catanesi, rissosi e fallosi, soprattutto nella ripresa.

Arbitro che in entrambi i finali di tempo concedeva minuti di recupero, abbondantemente non rispettati. Nel primo tempo assegnava tre minuti e ne faceva giocare cinque alla fine dei quali arrivava il gol dell’1-0 per il Città di Catania. Da calcio d’angolo, Annese sbagliava l’uscita e di testa Messina insaccava. Nella ripresa al 35’ La Vaccara veniva atterrato in area mentre, solo, si involava a rete. L’arbitro concedeva il rigore ma non espelleva il difensore autore del fallo da ultimo uomo e tantomeno lo ammoniva.

A metà ripresa il gioco si fermava per ben otto minuti e diverse erano le sostituzioni ma Puglisi da Siracusa concedeva alla fine solo cinque minuti di recupero. Anche in questo caso, dilazionava i minuti di recupero oltre i cinque, fino a sette e sul finire del settimo minuto ancora i locali trovano su calcio d’angolo il gol con Romano che insaccava di testa. Ormai quasi ogni domenica dobbiamo raccontare i comportamenti arbitrali scandalosi delle giacchette nere ai danni del Santa Croce e, anche, del Comiso, due società che non sono evidentemente tutelate dalla classe arbitrale siciliana e che, anzi, vengono sistematicamente danneggiate da un comportamento parziale da parte di arbitri giovani o «esperti» e facilmente «addomesticabili» da parte di società di alta classifica che impongono pressioni enormi allo scopo di un buon piazzamento nelle prime posizioni.