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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1399
SANTA CROCE CAMERINA - 14/09/2014
Sport - Calcio, Promozione: i verderancio corsari a Valverde, biancazzurri penalizzati

S. Croce condannato da un rigore, goleada Comiso

A tempo scaduto l’arbitro concede al Palazzolo il penalty che decide una bella partita Foto Corrierediragusa.it

La 2a giornata di andata delle iblee (14 sett.2014):
Atletico Gela – Ragusa 1 – 0
Città di Valverde – Comiso 0 – 4
Santa Croce – Sport Club Palazzolo 2 – 3


S. Croce-Palazzolo: 2-3
Marcatori: 33’ Sollano, 47’pt (rig) e 49’st (rig) Sirugo, 11’st Incardona, 14’st Bonarrigo (rig).

SANTA CROCE: La Malfa, Consalvo, nei, Ruscica, Ragusa, Basile, Iurato (38’st Zisa), Piluso, Puma (6’st La Vaccara). Bonarrigo, Incardona. All.ri Boncompagni- La Vaccara.
PALAZZOLO: Aglianò, Saraceno, Accardo, Quarto (51’st Salvadori), Genovese, Ricca, Sollano, Nastasi, Sirugo, Germano (38’st Linares), Lentini. All.re Attardo
Arbitro: Severino di Catania. Coll.ri: Palla e Cardona di Catania.
Note. Espulsi La Vaccara al 22’st per fallo reazione e Lentini al 30’st per doppia ammonizione. Ammoniti: Ruscica, Incardona, Bonarrigo e La Malfa (SC); Nastasi, Genovese, Quarto e Saraceno (SCP). Angoli 5-4 per i locali. Rec 2’ e 6’.


Brutto risveglio del Santa Croce che subisce una inopinata sconfitta sebbene abbia fatto la partita per quasi tutti i novanta minuti, creato innumerevoli palle-gol, sprecato altrettante occasioni da rete. Il Palazzolo ha creato molto meno, è riuscito a passare in vantaggio per un errore di impostazione difensiva dei locali e ha poi ricevuto i «regali» dello stesso Santa Croce e, molto più determinanti, dell’arbitro Severino di Catania. Abbiamo assistito, nella gara al «Kennedy», in occasione della celebrazione dei 10 anni di presidenza del sodalizio di Marco Agnello, all’ennesima incapacità della classe arbitrale, forse anche al limite della parzialità, in questo caso a favore della squadra ospite, per alcune decisioni incomprensibili e tutte a sfavore dei locali. Il rigore che è stato concesso dal signor Severino di Catania a tempo scaduto agli ospiti, ha avuto il sapore della beffa perché dato dal direttore di gara per un fallo di mano in area da parte di Ragusa, prodotto in modo assolutamente involontario e senza che l’intervento stesso potesse influire nell’azione del Palazzolo, compromettendone una eventuale rete. Il Santa Croce, fino allora, aveva dimostrato anzi di meritare la vittoria, se non altro per le innumerevoli azioni da rete prodotte e le tante palle-gol sciupate, che hanno fatto gridare ad un accanimento contrario della buona sorte.

Nel primo tempo la squadra allenata da Buoncompagni e La Vaccara ha prodotto un bel gioco, salendo a poco a poco in cattedra nella conquista del centrocampo. E questo per la prima mezz’ora. Al 33’ un’azione di contropiede e una mancata interdizione della difesa lasciavano solo Sollano a colpire di testa in rete la palla crossata dalla fascia destra da Sirugu. Il Santa Croce reagiva con un intervento di testa sotto porta di Basile al 34’, con la sfera che si perdeva di un nonnulla fuori e con Puma al 39’ che solo davanti alla porta mandava alto dopo aver raccolto la palla da una respinta di Aglianò su gran tiro di Bonarrigo su punizione. Al 46’ rigore per atterramento di Ragusa su Sirugo e che lo stesso centravanti trasformava. La ripresa iniziava con un palo colto dagli ospiti al 9’ con Sollano, ben imbeccato in area da Lentini. I locali però si buttavano in avanti e all’11’ da calcio di punizione Incardona mandava la palla sulla barriera e poi in rete. La rete caricava il Santa Croce che si lanciava in avanti, trasformato ancora una volta dall’ingresso di La Vaccara e otteneva un rigore per atterramento in area di Ricca su Piluso. Bonarrigo trasformava il penalty (nella foto).

Tra il 22’ e il 30’ venivano espulsi La Vaccara e Lentini, il primo per un brutto fallo e il secondo per doppia ammonizione. Questi due episodi e le tante ammonizioni erano però il frutto, è bene precisare, del clima di provocazione messo in atto dagli ospiti che aveva nel portiere Aglianò e nel centrale Ricca i suoi più appariscenti autori, così come era accaduto sempre a Santa Croce due campionati fa quando gli stessi giocavano nelle fila di una formazione siracusana. Alla fine l’equilibrio veniva spezzato dal rigore concesso con troppa magnanimità dal direttore di gara agli ospiti che ha dato la sconfitta, ribadiamo immeritata, all’undici biancoazzurro.

Pronto e perentorio riscatto del Comiso che a Catania, contro il Città di Valverde, imprime al suo campionato la svolta giusta superando per 4-0 gli avversari e dando una prova convincente e, per ora, scacciacrisi. La chiave della svolta sembra sia stata la formazione al completo con i rientri degli assenti nella partita d’esordio con il Santa Croce. La squadra verdearancio è andata al riposo addirittura già sul 3-0 in suo favore. A sbloccare il risultato è stato Mirco Gurrieri, che si è rivelato l’anima di questo Comiso perché ha segnato e fatto segnare. Al 20’ infatti il forte centrocampista ha dato l’1-0 alla sua squadra con una azione personale. Al 30’ Ciccio Nobile insaccava raccogliendo un tiro respinto dal portiere locale e al 40’ Rimmaudo portava a tre i gol per il Comiso grazie ad una rete propiziata da un lancio lungo di Gurrieri. Nella ripresa entravano addirittura Cinnirella e Mascara con il primo che, al 10’, portava il risultato sul 4-0 per il Comiso entrando in profondità con un preciso lancio ancora una volta di Gurrieri.