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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 532
SANTA CROCE CAMERINA - 15/03/2011
Sport - Calcio a 5: quando il timore della violenza ha la meglio sull’agonismo

Trasferta pericolosa a Gela, Kamarina rinuncia

La decisione era nell’aria già ad inizio della settimana scorsa

Nello sport l’agonismo è il sale delle sue varie manifestazioni e con esso l’aspetto che più caratterizza questa attività umana, cresciuta nei millenni con l’evoluzione dell’uomo. Quando però esso travalica il corretto agire umano e il proverbiale rispetto sportivo possono accadere fatti come questo. La locale squadra del CS Kamarina di calcio a 5 maschile, militante nel campionato regionale di C2 ha dovuto rinunciare a disputare una trasferta a Gela per il pericolo di trovare un ambiente non solo ostile ma di reale pericolo per i giocatori di incorrere in violenze fisiche.

La decisione era nell’aria già ad inizio della settimana scorsa quando il direttore sportivo della squadra camarinense, Luca Rivillito, nel corso di una trasmissione sportiva su una emittente di S.Croce che trasmette sul web, aveva annunciato che erano già giunte delle minacce di violenze fisiche verso i giocatori da parte di anonimi tifosi se la squadra si sarebbe presentata a Gela contro l’Atletico e che la società stava riflettendo se disputare l’incontro.

La decisione è stata alla fine di rinunciare alla trasferta nella città nissena, comunicata attraverso un comunicato stampa: «In riferimento alla partita valevole come decima giornata di ritorno del campionato regionale di serie C2/D – si legge nel comunicato del CS Kamarina - che si disputerà al «S.Lucia» di Gela tra Atletico Gela e Kamarina sabato 12 marzo 2011 alle ore 17, riteniamo che, dopo una lunga e attenta analisi del caso, non ci siano le condizioni tali sia per atleti che dirigenti da poter andare a disputare l’evento sopra indicato e, con rammarico e dispiacere, non essendoci mai capitato dopo sedici anni di onorevole e rispettata militanza della nostra società in Federazione, contribuendo notevolmente alla crescita del movimento calcettistico locale e siciliano, comunichiamo la rinuncia ufficiale a disputare tale partita coscienti del prezzo che pagheremo a livello sportivo ma sereni e forti che la nostra decisione sia sofferta ma giusta.

Per noi fare sport – sottolineano i dirigenti della squadra locale di calcio a 5 - va oltre il risultato sportivo … L’ospitalità e il rispetto delle regole sono ugualmente importanti e le società consorelle nostre amiche che partecipano nel nostro girone ne possono dare testimonianza». In casi del genere lo sport è morto.