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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 16:15 - Lettori online 936
SANTA CROCE CAMERINA - 09/09/2017
Sport - Calcio, Promozione: gran pubblico sugli spalti del "Kennedy" per la prima di campionato

Pari ricco di gol tra S. Croce e Marina di Ragusa

I locali haanno sbagliato un rigore calciato alto da Scudera Foto Corrierediragusa.it

S. Croce-Marina di Ragusa: 2 – 2
Marcatori: 35’ Leone, 43’ Iozzia, 23’st Gurrieri, 38’st D’Agosta

S. Croce: Campo, Jatta, Marino (36’st Tumino), Gurrieri (28’st Hydara), Alma, Famà, Di Rosa (43’st Silva), Fiore, Ravalli, Scudera, Leone. All.re Lucenti

Marina di Ragusa: Cavone, Carnemolla, Tuvè, Iozzia, Pianese, La Rosa, D’Agosta, Pa, Sella (32’st Alieu), Arena, Morrison. All.re Utro

Arbitro Gurrieri di Ragusa
Note: Ammoniti. Ravalli, Fiore e Di Rosa (SC); D’Agosta, Pa e Cavone (MR). Angoli: 6-5 per i locali: Rec. 1’ e 5’. Ottima cornice di pubblico con spalti pieni in tutti i settori



Il derby delle due società simbolo di una crescita calcistica ammirevole operata negli ultimi anni è finito in parità, con ambedue le formazioni che si sono battute per tutti i novanta minuti nel gioco, nell’impostazione tattica e negli individualismi determinanti. Il tutto sullo sfondo di tribune centrali e ospiti piene grazie alla nutrita partecipazione della tifoseria locale, di quella ospite e di un numero considerevole di osservatori e «addetti ai lavori». Le due formazioni hanno dato vita ad un derby acceso e ben combattuto con la prima frazione di gioco appannaggio del Santa Croce mentre con la ripresa più equilibrata ma ricca di spunti da ambo le parti. La formazione biancoazzurra non ha risentito di alcun timore reverenziale nei confronti di avversari ritenuti di buon livello e candidati per il salto di categoria e, soprattutto nel primo tempo, è riuscita a imbastire ottime trame di gioco, affondi concreti e pericolosi e individualità efficaci. Il Marina di Ragusa nel finale di tempo è andato sotto con una bella giocata ispirata da una rimessa laterale di Ravalli che lanciava in area al 35’ Leone il quale si liberava di un difensore e superava Cavone.

Il Santa Croce cinque minuti prima falliva un calcio di rigore con Scudera per atterramento in area di Ravalli. Il poderoso attaccante gelese spediva sopra la traversa il tiro dal dischetto. Fino a prima del rigore le occasioni create dal Santa Croce erano state di più di quelle architettate dagli ospiti a testimoniare un migliore gioco e una chiara lucidità tattica dei padroni di casa. Dopo lo svantaggio, il Marina di Ragusa si buttava in avanti e al 43’ dopo un tiro di punizione di Arena che un difensore respingeva, la sfera giungeva a Iozzia che sferrava un gran tiro dal limite dell’area che si insaccava alla sinistra di Campo. Due minuti dopo altra occasione per i rossoblù con Arena che di testa colpiva il palo da cross di Morrison. Nella ripresa il Marina scendeva in campo più determinato ma era il Santa Croce a creare al 4’ con Leone che su punizione dal limite impegnava Cavone ad una parata in angolo. Marina che premeva ma Santa Croce si mostrava accorto e controllava la fase difensiva. Al 23’ gol del Santa Croce quasi fotocopia di quello del primo tempo. Ancora Ravalli batteva un fallo laterale all’altezza dell’area avversaria lanciando nello specchio della porta per Gurrieri che svettava di testa e insaccava. I rossoblù ospiti però non mollavano e aumentavano la pressione nella metà campo avvaersaria. Al 33’ il portiere locale Campo respingeva con i pugni un tiro di punizione di Arena ma si doveva arrendere cinque minuti dopo da un altro tiro di punizione stavolta calciato dal limite dell’area da D’Agosta che indovinava la traiettoria e insaccava alla destra del portiere biancoazzurro. I risultato di parità alla fine è stato il giusto suggello ad una gara giocata in equilibrio fra le due formazioni ma che ha sancito da un lato che il Santa Croce parte anche fra le favorite del torneo o comunque che farà un campionato di alta classifica e che il Marina ha i numeri per disputare anch’essa un campionato di vertice ma che deve stare con i piedi per terra e lottare ad ogni giornata.