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Sabato 19 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:22 - Lettori online 718
RAGUSA - 16/05/2017
Sport - Calcio, Promozione: il pari contro gli etnei strappato negli ultimi minuti di gara

Tra il Città di Ragusa e l´Eccellenza resta il Città di Messina. Domenica in campo neutro a Biancavilla

Serve una squadra più tonica e reattiva rispetto a quella vista con il Paternò Foto Corrierediragusa.it

Città di Ragusa in finale per giocarsi l’Eccellenza. Sarà la riproposizione della sfida con il Città di Messina che risale all’ultima promozione del Ragusa in Eccellenza. Era la stagione 2011-2012 e la squadra guidata da Pino Rigoli vinse il campionato pur avendo nell’undici peloritano l’avversario più ostico, poi battuto al Selvaggio di misura. Come cinque anni fa protagonisti saranno Ciccio Vindigni e Nicola Arena che nella squadra di Rigoli e del ds Cesare Sorbo erano pilastri. Domenica, sul campo neutro di Biancavilla, sarà una partita da dentro-fuori e il Ragusa di Calogero La Vaccara appare favorito rispetto alla giovane formazione di Santino Bellinvia.

Il pari strappato con i denti ha paradossalmente dato entusiasmo all’ambiente, è stato vissuto da società e tifosi come una predestinazione perché a un minuto dalla fine il Città di Ragusa aveva consumato il suo campionato. Una partita deludente da parte degli azzurri che sono apparsi lenti ed impacciati, sempre in ritardo sulla palla e soccombenti nei contrasti. E’ onesto Calogero La Vaccara: «E’ stata una partita assurda se c’era una squadra che doveva vincere era il Real Paternò. Noi abbiamo giocato come abbiamo potuto. Poi, con la forza della disperazione abbiamo trovato due gol incredibili che ci hanno rimesso in corsa. Devo dire bravi ai ragazzi che ci hanno creduto sino alla fine. Una gara che, sicuramente, rimarrà negli annali della storia calcistica della città di Ragusa». Il direttore sportivo Massimiliano Vitale ci crede: «Eravamo in debito con la fortuna per tutto quello che era accaduto nel corso della stagione. Siamo riusciti in qualche modo a compensare questa defaillance. Speriamo, adesso, che il gruppo possa ritrovare la verve che ha caratterizzato buona parte della nostra stagione. Ci giocheremo sino alla fine tutte le chances di potere approdare in Eccellenza. Ritengo che ce lo meritiamo». Contro il Città di Messina, che gioca un calcio veloce e di movimento, servirà un altro Ragusa e allo staff tecnico servirà far recuperare al meglio le risorse fisiche alla squadra perché i peloritani sono da prendere con le pinze.

E’ successo domenica:
Città di Ragusa-Real Paternò: 2-2 (d.s.t.)
Marcatori: 105’ Nicotra, 110’ Carbonaro, 120’ Bonarrigo, 121’ Pellegrino

Città di Ragusa: Taranto, Buscema, Scribano, Incardona, Vindigni, Conti (112’ Vitale), D. Arena, Pellegrino, N.Arena (102’ Vicari), Bonarrigo, Manfrè (15’st Ambrogio)

Real Paternò: Cosentino, Piemonte (35’ st Guarnera), Balsamo, Caruso, Nicotra, D’Arrigo, Garrasi (36’ st Lauria), Minutola, Carbonaro, Sinatra, La Piana (110’ Daidone)

Arbitro: Nucera di Palermo
Note: espulsi La Piana e Minutola al 118´


Succede tutto nei secondi finali. Il Città di Ragusa agguanta la finale play off per il rotto della cuffia dopo essere stato due gol sotto a 60 secondi dalla fine. Non è un caso che i due gol che regalano il pari e quindi il passaggio del turno a spese del Paternò, obbligato alla vittoria per la posizione in classifica, siamo venuti da due uomini simbolo. Bonarrigo che pennella una punizione nell’angolo alto all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare e poi si ripete con la stessa punizione e dallo stesso angolo un minuto dopo a favore di Pellegrino che pizzica di testa e dà il pari agli azzurri. Esplode il «Biazzo» per un risultato incredibile sul quale nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Luca Zingaretti ospite d’onore in tribuna se ne era già andato al secondo gol ospite amareggiato dopo avere incoraggiato e spronato i suoi compagni di allenamento e sulla tribuna si pensava già al prossimo campionato. Il Paternò ha fatto harakiri alla grande perché aveva la partita in pugno non solo in termini di gol ma dal punto di vista tattico e atletico. I rossoazzurri hanno giocato meglio dei padroni di casa per tutta la gara ma hanno ceduto sul piano nervoso proprio nei minuti finali collezionando due espulsioni e procurando due punizioni dal limite evitabili dalle quali sono venuti i gol ragusani. Un peccato di supponenza che gli ospiti hanno pagato a caro prezzo perché il Paternò, è bene dirlo, ha giocato una gran partita. Ha collezionato almeno sei occasioni da gol, tre per tempo, nell’arco dei 90’ e solo il portiere Gianni Taranto ha tenuto a galla i suoi producendo in interventi miracoli sui vari Carbonaro, La Piana e Garrasi.

Città di Ragusa, di converso, imballato, molle sulle gambe, incapace di costruire azioni degne di questo nome. Solo al 90’, ed è tutto dire, Nicola Arena si invola sulla destra, supera un paio di avversari e mette al centro per l’accorrente Incardona che ritarda e consente a D’Arrigo di liberare. Poi il silenzio. Nei tempi supplementari ancora Taranto con gli straordinari al 10’ ma nulla può il portiere azzurro su Nicotra in finire di tempo perché il centrale etneo colpisce di testa e mette in gol. Ragusa ko. In finire di tempo la difesa si fa trovare scoperta su lancio da dietro, Carbonaro scatta, si libera anche di Taranto in uscita disperata e mette dentro. Sembra il De Profundis ma nel calcio mai dire mai. Ci pensa Bonarrigo a sfoderare due punizioni delle sue e a dare la gioia a compagni e tifosi che festeggiano insieme e pensano già alla finale. Ma servirà una squadra diversa e più preparata.