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Giovedì 17 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:20 - Lettori online 327
RAGUSA - 04/04/2017
Sport - Il delegato della Figc di Ragusa sul divieto di assistere al derby con il Città di Ragusa

La Mattina: "Qualcuno spieghi il no ai tifosi di Vittoria"

Il massimo dirigente calcistico ibleo parla di "amarezza mista anche ad una certa indignazione" Foto Corrierediragusa.it

Un divieto di cui si poteva fare a meno e che non apporta nulla nella serenità dei rapporti tra le due società. Claudio La Mattina (foto), delegato Figc di Ragusa, già dirigente del Vittoria calcio, non ha gradito il provvedimento della Questura che ha impedito ai tifosi vittoriesi di assistere al derby con il Città di Ragusa. Per la Mattina si è trattato di una brutta pagina di cui nella sua veste ufficiale chiederà conto e ragione.

Dice il delegato FIGC: «Provo amarezza mista anche ad una certa indignazione per un provvedimento che ritengo non avesse ragione di esistere e chiederò nelle sedi giuste ed opportune le ´dovute´ spiegazioni perché un provvedimento del genere, non ha radice alcuna sui rischi di ordine pubblico ed appare anche fuori luogo, visto che nella partita di andata l´ingresso agli sportivi ragusani era stato possibile e dopo non si erano registrati incidenti di sorta. Una chiave di lettura neppure troppo lontana alla realtà, mi induce a pensare ad un´offesa per lo sport più bello del Mondo ed anche e soprattutto, ad un´intera comunità, quella vittoriese, fatta di gente appassionata di calcio e composta da persone perbene. Non vedo e non giustifico il perché, pur avendone titolo, sia stato negato, aprioristicamente, di assistere alla partita ed io stesso, essendo nato e residente a Vittoria, mi sono attenuto a questa sorta di ´daspo´ preventivo e non sono andato a vedere la partita».

Claudio la Mattina ritiene anche che il sindaco avrebbe dovuto difendere la comunità sportiva vittoriese e farsi sentire nelle sedi opportune per «difendere la dignità calpestata della città e dei cittadini a prescindere dall´importanza e l´interesse sportivo».