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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 783
RAGUSA - 10/05/2015
Sport - Calcio, Promozione: stupore tra i tifosi

Trattativa Proto Ragusa Calcio, ora è bufera sul sindaco

L’imprenditore catanese ha chiuso, almeno per il momento, le porte dopo l’abbandono della riunione da parte del primo cittadino Foto Corrierediragusa.it

E´ bufera sul sindaco per il comportamento tenuto nei confronti di Franco Proto (nella foto). Non solo da parte degli sportivi ma anche dal punto di vista politico visto che Sonia Migliore e Mario Chiavola hanno preso dure posizioni. Il ritiro della disponibilità dell´imprenditore catanese ad investire sul Ragusa Calcio ha lasciato perplessi anche se il sindaco ha cercato in tutti i modi di giustificare la sua assenza. Il sindaco ha parlato di un´emergenza sopravvenuta alla quale doveva essere presente e di avere delegato l´assessore allo sporte vicesindaco Massimo Iannucci.

E´ stato tutta l´atteggiamento tenuto, a cominciare dal lungo ritardo sull´orario d´inizio dell´incontro e poi l´assenza ad indurre Proto e i suoi collaboratori a girare i tacchi e andare via. Gli attuali dirigenti del Ragusa cercheranno di recuperare il terreno perduto e di rimettere in contatto Franco Proto con l´amministrazione ma lo strappo sembra ormai irrecuperabile a meno di un´apertura ufficiale del sindaco che non si è certo strappatole vesti forse sottovalutando l´importanza dell´investimento del gruppo Proto nella società.

Per Sonia Migliore al sindaco non piace il calcio ma "il suo ruolo è quello di fare gli interessi di una collettività e non di perseguire le sue personalissime inclinazioni; dopo due anni di governo speravamo lo avesse capito. Questo è un atteggiamento grave , lui ed i suoi assessori non possono non ricevere i cittadini, ancor di più non possono non ricevere un gruppo imprenditoriale che voleva lavorare per la città". Rincara la dose Mario Chiavola: "Ci sono comportamenti che sfuggono da ogni logica e quello che ha combinato il sindaco credo che rientri proprio tra . Abbiamo la fortuna che una persona che ne capisce di calcio, con grandi disponibilità economiche viene ad interessarsi della squadra della nostra città e noi, per tutta risposta, cosa facciamo? Lo trattiamo con la massima sufficienza invece di assicurargli la dovuta considerazione? No, proprio non riusciamo a comprendere cosa passi in testa a questo sindaco".

Il mancato incontro:
L´avventura di Franco Proto alla presidenza del Ragusa calcio finisce prima di cominciare. Tra l´imprenditore catanese e il sindaco è subito rottura a causa di uno sgarbo "istituzionale. Si doveva infatti tenere la riunione a palazzo dell´Aquila tra l´attuale dirigenza della società azzurra, Franco Proto e il suo consulente Marcello Pitino. Il gruppo si è regolarmente presentato e dopo 50 minuti di attesa sono stati ricevuti dal sindaco che non ha saputo fare meglio che porgere un saluto de abbandonare la riunione. A Franco Proto non è rimasto altro che consegnare il programma di 20 pagine elaborato riguardante il progetto Ragusa al vicesindaco e assessore allo sport.

Dura la reazione di Franco Proto: «Se il sindaco, che dovrebbe essere capofila di un progetto articolato che non riguarda solo la squadra calcistica, se ne va non ci sono i margini per continuare il discorso».
«Non vado a Ragusa per gestire uno scopo ma per creare uno scopo. è stata la sintesi di un progetto rilanciato come slogan dai mass media e che ha prodotto dei cerchi concentrici, come fa il sassolino lanciato nell´acqua, risultando in un entusiasmo crescente che ha coinvolto sempre più soggetti, sensibili al messaggio innovativo che ho lanciato. Ma i progetti si realizzano con i fatti e non con gli slogan, e per i grandi progetti sono necessarie alleanze tra attori che credono, condividono e si impegnano per la realizzazione degli stessi. E´ con una visione che appartiene alla mia storia che ho immaginato il mio coinvolgimento in un progetto che riguarda il territorio ibleo che per vocazione ha sempre saputo valorizzare le proprie risorse e trasformare le criticità in opportunità e che, più di altri,era pronto a recepire un programma che non si rivolge solo al calcio ma pone le basi per una politica sportiva nella sua più ampia accezione: sport, educazione alla salute, integrazione sociale e spettacolo. Mi stupisce però il disinteresse di chi, investito per ruolo istituzionale della responsabilità di sviluppo del territorio e della collettività, si voglia esimere oggi dalla partecipazione ad un tavolo che lo chiama ad essere protagonista corresponsabile di un progetto di grande valenza sociale , che lo propone capofila di un comprensorio sportivo ibleo, e che gli chiede di essere il tramite per mettere al servizio della comunità esperienza ed innovazione".

Discorso chiuso dunque, a meno di ripensamenti e marce indietro dall´una e dall´altra parte e per il Ragusa il futuro da rosa diventa perlomeno grigio se non addirittura nero.