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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 548
RAGUSA - 08/05/2015
Sport - Calcio, Promozione: dopo una lunga attesa solo un saluto e nessuna attenzione per il progetto

Il sindaco va via, Proto chiude subito con il Ragusa Calcio

Dice l’imprenditore catanese: «Se il sindaco, che dovrebbe essere capofila di un progetto articolato che non riguarda solo la squadra calcistica, se ne va non ci sono i margini per continuare il discorso» Foto Corrierediragusa.it

L´avventura di Franco Proto (nella foto) alla presidenza del Ragusa calcio finisce prima di cominciare. Tra l´imprenditore catanese e il sindaco è subito rottura a causa di uno sgarbo "istituzionale. Si doveva infatti tenere la riunione a palazzo dell´Aquila tra l´attuale dirigenza della società azzurra, Franco Proto e il suo consulente Marcello Pitino. Il gruppo si è regolarmente presentato e dopo 50 minuti di attesa sono stati ricevuti dal sindaco che non ha saputo fare meglio che porgere un saluto de abbandonare la riunione. A Franco Proto non è rimasto altro che consegnare il programma di 20 pagine elaborato riguardante il progetto Ragusa al vicesindaco e assessore allo sport.

Dura la reazione di Franco Proto: «Se il sindaco, che dovrebbe essere capofila di un progetto articolato che non riguarda solo la squadra calcistica, se ne va non ci sono i margini per continuare il discorso».
«Non vado a Ragusa per gestire uno scopo ma per creare uno scopo. è stata la sintesi di un progetto rilanciato come slogan dai mass media e che ha prodotto dei cerchi concentrici, come fa il sassolino lanciato nell´acqua, risultando in un entusiasmo crescente che ha coinvolto sempre più soggetti, sensibili al messaggio innovativo che ho lanciato. Ma i progetti si realizzano con i fatti e non con gli slogan, e per i grandi progetti sono necessarie alleanze tra attori che credono, condividono e si impegnano per la realizzazione degli stessi. E´ con una visione che appartiene alla mia storia che ho immaginato il mio coinvolgimento in un progetto che riguarda il territorio ibleo che per vocazione ha sempre saputo valorizzare le proprie risorse e trasformare le criticità in opportunità e che, più di altri,era pronto a recepire un programma che non si rivolge solo al calcio ma pone le basi per una politica sportiva nella sua più ampia accezione: sport, educazione alla salute, integrazione sociale e spettacolo. Mi stupisce però il disinteresse di chi, investito per ruolo istituzionale della responsabilità di sviluppo del territorio e della collettività, si voglia esimere oggi dalla partecipazione ad un tavolo che lo chiama ad essere protagonista corresponsabile di un progetto di grande valenza sociale , che lo propone capofila di un comprensorio sportivo ibleo, e che gli chiede di essere il tramite per mettere al servizio della comunità esperienza ed innovazione".

Discorso chiuso dunque, amenodi ripensamenti e marce indietro dall´una e dall´altra parte e per il Ragusa il futuro da rosa diventa perlomeno grigio se non addirittura nero.