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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 674
RAGUSA - 05/03/2015
Sport - Ragusa aderisce all’iniziativa insieme a Catania e Siracusa

Sport allo sfascio negli Iblei, è l’ora dei "Vespri siciliani"

Fabio Nicosia all’attacco del governo regionale: «Ha fatto morire lo sport nell’isola a tutti i livelli» Foto Corrierediragusa.it

E’ scattata l’ora dei «Vespri siciliani dello sport. «Non dobbiamo cacciare nessun francese dalla Sicilia- scrive Fabio Nicosia (foto), il promotore della protesta in provincia di Ragusa dopo l’appello lanciato da Nello Russo, presidente della società Orizzonte di Catania- ma orecchie da forzare e aprire all’ascolto. E’ necessaria una nuova legge (da sostituire alle sfibrate e impoverite l.r. 8 e 31) che sostenga realmente le società sportive nelle loro varie espressioni, quelle di vertice per il loro valore assoluto e anche promozionale dell’immagine della Sicilia e quelle che impegnano migliaia di atleti nei campionati minori, quelle che lavorano con i Cas e che curano particolarmente i settori giovanili». L’affondo di Fabio Nicosia è diretto al presidente della Regione, quel Rosario Crocetta che indicò per primo quale candidato del Megafono per la guida dell’isola. La nuova marcia dei vespri dello sporto è diretta all’esecutivo Crocetta che per l’attività sportivo nell’isola per il 2014 ha messo a disposizione un piano di riparto di 810 mila euro (in media 300 euro alle società ammesse dopo severa selezione). «Peggio ancora- dice Nicosia- le società siciliane che militano nei vari campionati di Serie A e B, le stesse che girano l’Italia e l’Europa, ambasciatrici della nostra isola, pur gravate da bilanci con cifre a 5 zeri, ricevono dalla Regione rimborsi per 1000/2000 euro! E’ arrivato il momento di fare sistema per difendere i nostri diritti. La provincia di Ragusa a fianco di Catania e Siracusa, in un movimento a catena che punta a coinvolgere gli altri territori siciliani, consorziare le società di vertice e promuovere iniziative, anche eclatanti, per non fare scomparire la parola «sport» dalla nostra isola».

I «Vespri» ce l’hanno anche con il Coni regionale, appiattito sulle posizioni del governo. «Dispiace anche che il Coni regionale, invece di rappresentare la cassa di amplificazione dei bisogni dello sport siciliano risulti appiattito sulle logiche «illogiche» del risparmio e dei tagli e senza alcuna progettualità concreta. Per questi motivi è urgente la redazione della Carta dei Vespri Siciliani dello Sport, un documento di forte rivendicazione, ma anche di proposta e programmazione che deve essere patrimonio di tutte le società sportive isolane che lo vorranno condividere e anche di sindaci e amministratori che la vorranno sottoscrivere».


altro che vespri siciliani, siamo a notte fonda!
06/03/2015 | 19.34.09
scarpantibus

Siamo di fronte ad una crisi economica senza precedenti, la disoccupazione ha cifre da record, la Regione è al default, siamo invasi dai migranti, la criminalità piccola e grande la fa da padrona, la classe politica è tutt´uno con la mafia, la burocrazia sguazza nell´oro (funzionari, enti locali, camere di commercio, senza contare le tangenti), la sanità è allo sbando... E che cosa inventano? I Vespri siciliani dello sport per rivendicare finanziamenti pubblici (che non ci sono)! Quando dissero alla regina Maria Antonietta che il popolo non aveva pane, trovò sùbito il rimedio e rispose: "che mangi allora brioches".


lo sport a vittoria
06/03/2015 | 13.36.41
franco

forse si riferisce alle condizioni pietose delle strutture sportive nella città di vittoria........fortunatamente in provincia non c è questo disastro!