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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 947
RAGUSA - 21/04/2014
Sport - Calcio: in attesa della presentazione ufficiale dell nuova dirigenza

Mario Chiavola sul Ragusa: "E´ meglio una squadra comprensoriale"

Il presidente dell’associazione "Ragusa in movimento" rilancia l’idea di una squadra comprensoriale alla luce delle difficoltà emerse nei vari centri della provincia nella gestione delle maggiori società calcistiche Foto Corrierediragusa.it

Tifosi e pubblica opinione ancora in attesa della annunciata conferenza stampa per la presentazione del progetto Ragusa. Il nuovo gruppo dirigente alla cui guida sarebbe l´imprenditore Gambina e l´ex ds azzurro Cesare Sorbo non ha ancora battuto un colpo probabilmente non ancora pronto per ufficializzare le proprie posizioni. Intanto Mario Chiavola, presidente dell´associazione "Ragusa in movimento" rilancia l´idea di una squadra comprensoriale alla luce delle difficoltà emerse nei vari centri della provincia nella gestione delle maggiori società calcistiche.

Dice Chiavola: "Il momento economico è quello che è, per cui occorrerebbe pensare anche a soluzioni che a prima vista potrebbero sembrare fuori da ogni logica e che però, concretizzando anche delle economie di scale, sono quelle che, alla fine, potrebbero rivelarsi più utili per consentirci di superare questo momento. D’altronde, le squadre comprensoriali non sono certo qualcosa che scopriamo noi. Esistono pure in altre realtà territoriali e si sono sempre ben distinte per essere riuscite a proporre qualcosa di buono. E’ l’unica strada, ritengo, per riuscire a risalire la china e puntare in alto nella maniera dovuta, nel pieno rispetto del blasone che l’area iblea può vantare. Ritengo superata, e di un pezzo, l’era dei campanilismi. Adesso occorre muoversi per integrarsi. E la competizione va fatta con gli altri territori provinciali. Forse sarebbe il caso di esaminare con la massima attenzione questa ipotesi e, perché no, tuffarsi a capofitto nell’idea di trarre qualcosa di buono da tale possibilità. Ritengo che i tifosi comprenderebbero e, anzi, rispetto all’idea di dovere rinunciare del tutto o in parte ad una squadra di buon livello, propenderebbero senz’altro per questa ipotesi che non è affatto peregrina».